AstraZeneca annuncia: “I vaccini prodotti qui proteggono per sempre”

Un particolare tipo di vaccino prodotto in India sarebbe in grado di proteggere anche contro le temute varianti. Il punto sui vaccini.

Secondo uno studio realizzato nel Regno Unito, i vaccini contro il Covid prodotti in India hanno la capacità di proteggere per tutta la vita. E’ quanto risulta per il Covishield, vaccino realizzato da AstraZeneca. Stando a questo studio, il siero è capace di produrre gli anticorpi necessari ma stimola anche le cellule T nel contrastare le nuove temute varianti.

Sebbene non ci siano studi che abbiano dato gli stessi risultati, stando ai dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, i vaccini in circolazione in Unione Europea hanno però una efficacia di contrasto al virus tra l’88% e il 96% con ciclo vaccinale ultimato nell’evitare le conseguenze più gravi come il ricovero in terapia intensiva e la morte. Leggermente meno protettivi invece con la singola dose, tra il 70% e l’80%.

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Se da un lato i dati confermano l’efficacia dei vaccini nel mondo reale, dall’altro rilevano la necessità di mantenere le misure individuali raccomandate per limitare ulteriormente la circolazione del virus” afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

IL PUNTO SUI VACCINI IN ITALIA

Attualmente nel nostro Paese possiamo contare solo sui vaccini a mRNA come Pfizer e Moderna, visto il flop di CureVac che non ha superato i test clinici e il progressivo abbandono dei vaccini a vettore adenovirale. AstraZeneca viene utilizzato solo per i richiami e di Johnson&Johnson vengono somministrate poche migliaia di dosi al giorno.

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Secondo Cartabellotta “in altri termin rispetto alla previsione di oltre 94 milioni di dosi per il terzo trimestre, disporremo di circa 45 milioni di dosi di vaccini a mRNA, le cui consegne al momento si attestano intorno a 2,7 milioni di dosi la settimana. Negli ultimi giorni le prime dosi sono in leggero aumento, ma continuano a risentire sia dalla necessità di completare i cicli vaccinali, sia dal numero di consegne insufficienti per ampliare la platea dei vaccinandi” conclude.