Sgomberato il rave abusivo. Lamorgese ormai nel mirino di Salvini e Meloni

Il tanto discusso rave party nel Viterbese giunge al termine: dall’alba di questa mattina una ventina di blindati, due squadre cinofile, alcune ambulanze, la guardia di finanza e i carabinieri hanno dato il via libera allo sgombero del rave sul lago di Mezzano. Intanto, cresce sempre di più la polemica per un evento che ha riunito fino a 15mila persone (secondo alcune stime), in spregio di ogni misura anti-Covid. Dure le parole di Matteo Salvini, fortemente critico nei confronti di Luciana Lamorgese. 

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MeteoWeek.com (Photo by Franco Origlia/Getty Images)

I rave party illegali non sono una novità sul suolo italiano, ma una realtà culturale e sociale che non smette di esistere dagli anni ’90 ad oggi. Ciò che è nuovo, e che desta stupore, però, è un rave party di circa 15mila persone (secondo alcune fonti), in piena pandemia. E’ quanto avvenuto fino ad oggi nel Viterbese, sul lago di Mezzano, dove 30 ettari di terreno privato hanno accolto – contro la volontà del proprietario – ragazzi e ragazze provenienti non solo da diverse parti d’Italia, ma anche da altri stati europei. Il rave è iniziato il 13 agosto ed è stato sgomberato solo all’alba di questa mattina, attraverso la mobilitazione di una ventina di blindati, due squadre cinofile, alcune ambulanze, la Guardia di Finanza, e i carabinieri. Gli agenti hanno identificato le persone ancora presenti sul posto (circa 2.000), invitandole ad abbandonare la zona.

Lo sgombero

Si è conclusa così una vicenda che ha destato numerose polemiche e diverse richieste di sgombero da parte dei sindaci della zona. Una situazione dalle dimensioni imponenti che, stando al questore di Viterbo, è risultata fin da subito di difficile risoluzione: “Lo sgombero è impossibile. Ci sono migliaia di partecipanti sparpagliati su un’estensione di 30 ettari e il contesto operativo è quello che è”, avrebbe detto in un primo momento il questore, stando a quanto riportato dal Post. Alla fine il punto finale è stato posto da un intervento sollecitato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che viene ringraziata dal sindaco di Valentano Stefano Bigiotti: “Non posso che esprimere soddisfazione. Il ministro Lamorgese, che ieri pomeriggio mi ha contattato personalmente, ha mantenuto l’impegno preso di liberare l’area entro oggi. Le operazioni si sono svolte nel massimo rispetto delle persone. Ora sono già al lavoro per rimuovere al più presto i rifiuti lasciati nel terreno”. 

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Le polemiche

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MeteoWeek.com (foto da Ansa)

Eppure, la lentezza nella risoluzione della vicenda, il mancato rispetto delle regole anti-Covid su un territorio così esteso e così affollato, ha destato non poche polemiche. Al centro degli attacchi, la ministra dell’Interno Lamorgese, criticata questa volta anche da alcuni esponenti del Partito Democratico. Parole dure arrivano soprattutto dal deputato Luca Siani, che sottolinea: “C’è stata una grave inadempienza da parte del Ministero dell’Interno: è inammissibile che da giorni migliaia di giovani stiano vivendo nella totale illegalità con conseguenze drammatiche. Il ministro Lamorgese e il sottosegretario leghista con delega alla pubblica sicurezza Nicola Molteni hanno gravi responsabilità su ciò che è accaduto e sta continuando ad accadere“.

Le critiche sono talmente estese da toccare anche il fianco di centrodestra dell’ala moderata, che attraverso le parole del forzista Maurizio Gasparri sottolinea: “Registro con amarezza la resa dello Stato. Le dimensioni dell’evento non possono sfuggire all’attenzione dello stesso Presidente del Consiglio, che dovrebbe impartire direttive secche e immediate. Comprendo che sgomberare un evento di questa dimensione è un fatto complesso. Ma si può rimanere fermi e passivi di fronte a un’illegalità così grave?“.

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Salvini e Meloni sullo stesso fronte anti Lamorgese

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MeteoWeek.com (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images)

Per non parlare, poi, delle frange meno moderate della destra italiana, a partire dalla leader di FdI Giorgia Meloni, che si rivolge direttamente alla ministra Lamorgese: il rave prosegue da giorni, “tra droga, alcol e illegalità. Nonostante sia anche morto un ventiquattrenne nessuno è ancora intervenuto a sgomberare il campo“. Lamorgese, “dove sei?“, chiede la leader di FdI. Fa eco, soprattutto nei toni e nelle mire degli attacchi, il leader della Lega Matteo Salvini, che non vuole lasciare nessuna polemica, nessuna critica, esclusivamente nelle mani della alleata-competitor Meloni. E allora il leader della Lega torna all’attacco: “Nonostante un morto, l’appello di sindaco e cittadini e i rischi enormi per la sicurezza e la salute, da giorni migliaia di persone restano assembrate senza autorizzazione: è uno schiaffo al buonsenso e agli italiani che rispettano le regole“. Per questo la Lega presenterà una interrogazione in Parlamento. Anche in questo caso, nel mirino di Salvini c’è la ministra dell’Interno: “Lamorgese cosa dirà questa volta? Che il dossier è sul tavolo di Draghi o che si aspetta un aiuto dall’Europa?“.

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Per Salvini Lamorgese è inadeguata

Una stoccata che segue non solo la linea di Meloni, ma anche una tendenza recente tutta salviniana di attaccare l’operato di Lamorgese (a torto o a ragione), a partire dalla gestione dell’immigrazione. Che Salvini senta la nostalgia di quel ruolo da ministro dell’Interno, perso proprio in tempi di Papeete? Un indizio in questo senso lo fornisce quanto affermato dal leader della Lega a Morning News su Canale 5: è “evidente” che “sugli sbarchi siano messi male, sulla lotta alla droga male, sul contrasto alle feste abusive lascio a voi commentare. Mi sembra che chi occupa in questo momento il ministero dell’Interno non sia adeguato“. Insomma, per Salvini Luciana Lamorgese non dovrebbe più ricoprire il ruolo da ministro dell’Interno, questo è chiaro. Non è ancora chiaro, però, chi abbia in mente Salvini come sostituto. Anche se, a voler essere maliziosi, forse un’idea potremmo avercela.

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