Il DDl Zan “è morto” come afferma il suo ideatore? Si, per il Pd proteggere le minoranze non è una priorità

Com’era largamente prevedibile, la destra, con l’aiuto di qualche franco tiratore a sinistra, è riuscita ad affossare il disegno di legge promosso dal dem Alessandro Zan. L’impressione però è che soltanto lui all’interno del suo partito, volesse realmente approvare questa legge ad ogni costo. 

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“Se passa la tagliola, la legge è morta“.

Questo il laconico commento di Alessandro Zan, intervenuto alla trasmissione di La7 l’Aria che Tira, poche ore prima della votazione. 

E difatti, tagliola fu. 

Con 154 voti a favore e 131 contrari, la discussione sul disegno di legge è stata rinviata. Un vero successo per i suoi più feroci oppositori, Lega e Fratelli D’Italia, che difatti non hanno risparmiato lunghi e scroscianti applausi dopo che i numeri della votazione sono stati annunciati in aula. Un po sospetta la calendarizzazione del Ddl, considerato che la sua discussione era inizialmente prevista nel pomeriggio. La mattina invece doveva essere dedicata alla votazione del nuovo decreto sugli incendi. Invece arriva poi questa improvvisa inversione, e Zan non sembra avere dubbi sul motivo:  “Una manina per aiutare la Lega, perché a quello che mi dicono oggi pomeriggio avrebbero avuto problemi di numeri”. 

La rabbia e il nervosismo tra le file del Partito Democratico diventano palpabili pochi secondi dopo l’esito. D’altronde si trattava di una “guerriglia” annunciata per i dem, che non avevano nascosto in questi giorni il timori che qualche franco tiratore all’interno della stessa sinistra potesse affossare la legge. E, come alcuni amari commenti hanno avuto modo di far intendere chiaramente, Italia Viva è diventata il sospettato principale per quei voti che mancano. In molti sono rimasti sorpresi dall’assenza di Renzi in aula, salvo poi scoprire che l’ex premier era in quel momento in volo verso quella meravigliosa roccaforte, in cui i diritti e le minoranze vengono gelosamente custoditi e difesi, chiamata Arabia Saudita. 

Ai microfoni dei giornalisti, il dem Gianluca Castaldi non ha dubbi: “L’ha affossato Italia Viva e una decina del Pd”

Sia chiaro, non era semplice far passare questo provvedimento con questa maggioranza di governo. Un esecutivo di unità nazionale in cui il compromesso a ribasso a onor del vero, sembra però colpire molto più a sinistra che a destra. Ma non era semplice anche per un altro motivo: il Ddl Zan si porta dietro un ostruzionismo che va molto oltre la storica opposizione della destra al tema.

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È la Chiesa Cattolica a non volere questo disegno di legge, e non è un caso che Salvini, nel suo trionfale commento alla vicenda, abbia tirato in causa direttamente il pontefice: “Hanno detto di no a tutte le proposte di mediazione, comprese quelle formulate dal Santo Padre, dalle associazioni e da molte famiglie, e hanno affossato il ddl Zan. Ora ripartiamo dalla proposte della Lega”. Fa una certa impressione poi, quanto simile a quello leghista in tal senso sia stato il commento della Boschi: “L’arroganza di Cinque stelle e Pd ha prodotto una sconfitta incredibile, non solo per il Parlamento, che ha perso l’occasione di far approvare una legge di civiltà, ma per le tante donne e uomini che aspettavano di essere finalmente tutelati da aggressioni e discriminazioni”.

Molto più dei 5 Stelle, ridotti ormai all’invisibilità da Draghi,  il vero sconfitto del rinvio di oggi è il Partito democratico. Non lo è di certo Alessandro Zan che anzi ha fatto tutto il possibile per introdurre una legge che aiutasse chi ogni giorno continua a subire certe discriminazioni sulla sua pelle, e sa benissimo di esserne vittima in quanto minoranza osteggiata in modo implicito dalla società. Se ci vuole una legge ad hoc per proteggere queste persone, è perché siamo pieni negli ultimi anni anni di raid punitivi ad hoc contro di loro, di violenze perpetuate soltanto perché erano diversi. 

E il Pd in questa battaglia non ci ha mai creduto, non ne ha mai fatto una questione di vita o morte come invece doveva essere per un partito che ha sempre rivendicato una diversità esistenziale con la destra, a partire dalla difesa dei diritti civili. Anche nella giornata di ieri, le dichiarazioni di Letta erano fin troppo distensive.  Da un lato si affermava che non era disposti a cambiare più di tanto il Ddl Zan, dall’altro però l ‘impressione è che si apriva proprio in questa direzione. Sicuramente il timore dei franchi tiratori anche all’interno del suo partito, ha reso Letta prudente. L’impressione, resta quella data da Zan poco prima del voto. Si, queste legge sembra davvero morta al momento, e la verità è che per il Partito Democratico era un provvedimento importante si, ma non abbastanza da farne una questione di principio. Non abbastanza da farne una questione di vita o di morte come hanno fatto a loro tempo i 5 Stelle sul reddito di cittadinanza, o la Lega con Quota 100.

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Per i dem ci sono cose più importanti, evidentemente, di una maggiore difesa e tutela di queste minoranze, non è un problema così urgente dal loro punto di vista, evidentemente. Staremo a vedere, ma la mia impressione è che i deputati del Pd alzeranno le barricate in questi giorni per mostrare tutta la loro rabbia di principio, e poi si accoderanno di nuovo a voleri, oneri e compromessi che questa maggioranza richiede.

Lo faranno sulla pelle di tutti coloro che Zan si proponeva di proteggere, questo sia chiaro.