Padre e figlio down sfrattati: “Disposti a pagare, ma nessuno ci vuole come affittuari”

Asmaro Domenichini e Stefano, affetto da sindrome di Down, sono padre e figlio: i due sono stati sfrattati dall’appartamento del quartiere Isola di Milano in cui vivono dal 1993. I proprietari non hanno voluto sapere ragioni, nonostante gli affittuari fossero disponibili a pagare anche una cifra più alta mensilmente. Adesso sono costretti a cercare una nuova casa, ma nessuno li accetta.

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Padre e figlio non trovano una casa in affitto – meteoweek.com

Asmaro Domenichini, padre di 89 anni, ed il figlio Stefano, 46, affetto dalla sindrome di Down, si ritroveranno tra qualche giorno senza una casa: sono stati sfrattati. I proprietari dell’abitazione in via Medardo Rosso, a Milano, in cui per anni (dal 1993) hanno vissuto, infatti, hanno deciso di mandarli via, nonostante la disponibilità ad aumentare anche l’affitto. Lo sfratto è già diventato esecutivo, tanto che in più occasioni l’ufficiale giudiziario ha bussato alla loro porta. I due, adesso, sono alla ricerca di un nuovo appartamento, ma non è semplice. Nessuno, nonostante le garanzie offerte da Ledha, vuole metterlo a disposizione, data l’anzianità dell’uomo e la disabilità del figlio. Allo stesso tempo, non può essere data loro una casa popolare, in virtù del reddito troppo alto. La storia è stata raccontata dal Corriere della Sera.

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Padre e figlio sfrattati: il racconto di Asmaro

Asmaro Domenichini vorrebbe al più presto trovare una nuova casa in cui stabilirsi con il figlio, ma non è semplice. Stefano, affetto dalla sindrome di Down, ha le sue abitudini: può muoversi da solo nel quartiere, che conosce bene, e andare a lavoro. È uno scaffalista all’Esselunga di viale Jenner. Grazie allo stipendio, alla pensione dell’ottantanovenne e a quella di invalidità, finora erano riusciti sempre a pagare i 900 euro di affitto per l’appartamento da 85 mq di Milano. Erano persino disposti a salire a 1200 per non lasciarlo, ma non è stato sufficiente. I proprietari hanno già promesso l’abitazione a dei nuovi affittuari. “Per noi è una tragedia dover organizzare un trasloco e lasciare queste mura. trattative avviate con la proprietà tramite avvocati sono state inutili. Ancora peggio è vedere che dopo un anno di tentativi per cercare una sistemazione alternativa, non troviamo nulla. I proprietari delle diverse abitazioni sul mercato non ne vogliono sapere, appena sentono che siamo noi due. Un anziano e un figlio con disabilità. Forse Stefano ai loro occhi non regala sufficienti garanzie, temono il momento in cui io non ci sarò più”, spiega l’uomo.

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In molti si sono mossi per trovare una nuova casa a padre e figlio, ma non è servito a nulla. Né la mobilitazione dei residenti del quartiere, né la lettera di referenze dell’attuale proprietario di casa, né le rassicurazioni di Ledha (associazione per la difesa dei diritti dei disabili, ndr) che si fa da garante. Adesso Asmaro Domenichini è profondamente preoccupato. Il suo obiettivo primario è evitare che Stefano paghi le conseguenze di questa situazione. “Essenziale è che lui non si disorienti. Da quando è nato gravita qui intorno. Ha passato la vita tra casa, lavoro e scout, ora fa anche palestra, pian piano si sta rinsaldando ma è in un momento delicato”, dice. Qualcuno ha pensato ad una casa popolare nel quartiere, ma l’ipotesi è impossibile. Il reddito dei due, infatti, supera quello massimo per presentare richiesta. Nonostante le numerose case disabitate e senza affittuari, dunque, il nucleo familiare composto da loro resta ancora senza un appartamento, tra lo sgomento di chi conosce la drammatica storia.