L’inflazione può continuare a mietere vittime: la BCE non cambia rotta

La BCE ha comunicato decisioni assai importanti riguardo l’inflazione.

Soltanto il sentir parlare di banche centrali, di aumenti di tassi e di quantitative easing, fa scendere un dolce torpore su chiunque ascolti. Eppure sono proprio le banche centrali quelle che decidono, per tanti versi, le sorti della nostra economia. Oggi tutti sentiamo parlare di inflazione e ne siamo spaventati. È giusto essere spaventati dall’inflazione perché una stangata di €800 per ogni famiglia italiana (soltanto per le bollette) è davvero drammatica. Per non parlare dell’erosione dei risparmi. L’inflazione è una bestia difficile da capire e da domare. La si potrebbe forse paragonare ad una pandemia.

L’inflazione regna

Ma è una strana pandemia nella quale beni, servizi e materie prime si infettano l’un l’altro con incrementi di prezzi sempre maggiori. Tutto incomincia a monte con un aumento delle materie prime e poi inesorabilmente diventa una valanga che si gonfia fino ad abbattersi su famiglie ed imprese. Per le famiglie diventa difficile arrivare a fine mese. Per le imprese diventa difficile produrre. O meglio, per le imprese comincia un dubbio amletico: quanto del rincaro delle materie prime dobbiamo trasferire ai consumatori per non farli scappare via? Ieri la Banca Centrale Europea ha comunicato quello che intende fare contro l’inflazione. Non intendiamo assolutamente annoiarvi con dettagli tecnici anche perché la sintesi è semplicissima. La Banca Centrale Europea non intende fare assolutamente nulla contro l’inflazione. La banca centrale americana, la Federal Reserve ha annunciato 3 aumenti di tassi nel 2022 che porteranno i tassi al 1% a fine anno.

È veramente poco, ma almeno è qualcosa. Invece la Banca Centrale Europea ha detto chiaro e tondo che nel 2022 non ci sarà nessun aumento di tassi. È come se la Banca Centrale Europea avesse detto all’inflazione: “vai, sei libera, hai la licenza di uccidere e noi non faremo assolutamente niente per fermarti”. Eppure il costo che l’inflazione ha per ogni cittadino e per ogni azienda è veramente spaventoso e rischia di mettere in ginocchio la fragile ripresa economica. Perché la Banca Centrale Europea non ha aumentato i tassi? In realtà ha il timore che le borse possano stornare in presenza di aumenti di tassi. Questo perché le borse sono riuscite a crescere fino agli straordinari valori attuali, proprio nutrendosi dei tassi prima bassissimi e poi a zero, mantenuti per anni. Se oggi i tassi dovessero aumentare le borse potrebbero innervosirsi.

Rassicurante per chi?

Tanti giornali hanno titolato dicendo che la Banca Centrale Europea ha usato toni molto rassicuranti. Questo è vero. Ma l’importante è capire che i toni della Banca Centrale Europea sono rassicuranti per le borse che hanno ascoltato ogni sillaba pronunciata da Christine Lagarde con un’attenzione maniacale. Invece tutte quelle famiglie che saranno massacrate dall’inflazione e che non hanno ascoltato il discorso della BCE, hanno ben poco da essere assicurate da un’inflazione lasciata libera di galoppare indisturbata.

Tuttavia la BCE non potrà mantenere i tassi a zero all’infinito e prima o poi dovrà fare qualcosa per arginare l’inflazione. Molte autorità pubbliche e private hanno fatto sentire la loro voce per chiedere con forza alla Banca Centrale Europea di rendere più restrittiva la sua politica e le filiere produttive soffrono intensamente per questo aumento di costi. Eppure nulla di tutto ciò ha fatto cambiare idea all’istituto centrale dell’Unione Europea. È vero, sono questioni estremamente raffinate e tecniche. Eppure già da mesi inflazione avrebbe potuto essere domata, almeno in parte, con una Banca Centrale Europea un pochino più assertiva.

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Nessuno può dire quanto potrà andare avanti questa inerzia pericolosa nei confronti dell’inflazione.

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Certo è che ad un certo punto la Banca Centrale dovrà fare i conti con la realtà.