Luciana Borio, ex consigliera Biden: “Tratteremo il Covid come un’influenza, ma è ancora presto”

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Luciana Borio, ex consigliera Biden: “Tratteremo il Covid come un’influenza, ma è ancora presto”. L’ex “chief scientist” della Food and Drug Administration ha pubblicato delle raccomandazioni per la fase del “New Normal Approach”.

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Luciana Borio, “ancora presto per trattare il Covid come un’influenza” – meteoweek.com

Diversi consulenti sanitari del team di transizione del presidente Joe Biden chiedono all’amministrazione di rinnovare la strategia della Casa Bianca per affrontare le prossime fasi della pandemia di Covid-19, fissando quindi degli obiettivi chiari per gestire quella che sarà la “nuova normalità“, la fase di convivenza con il virus. Sebbene gli Stati Uniti siano ancora lontani dal poter applicare il cosiddetto “New Normal Approach“, il governo dovrebbe pensare già da adesso a fissare nuovi obiettivi, che non includano l’eradicazione o l’eliminazione del virus – dato che, spiegano gli esperti, né la vaccinazione né l’infezione da Covid-19 sembrano conferire un’immunità permanente.

Nel team dei 13 consiglieri di Joe Biden sul Covid, vi è anche Luciana Borio, ex “chief scientist” della Food and Drug Administration. Insieme a lei, Ezekiel Emanuel (oncologo e professore dell’Università della Pennsylvania), Michael Osterholm (dell’Università del Minnesota) e Rick Bright )della Fondazione Rockefeller) hanno di recente pubblicato sul Journal of American Medical Association degli articoli contenenti raccomandazioni e strategie che vanno al di là di ciò che l’amministrazione Biden sta attualmente facendo.

“Tratteremo il Covid come un’influenza”

Ma è proprio la consigliera Luciana Borio ad aver dichiarato, in una recente intervista per il Corriere della Sera, che nella strategia del “New Normal Approach” il Covid “verrà trattato come un’influenza”. “Il New Normal arriverà. Quanto rapidamente dipende dalle azioni che intraprendiamo. Bisogna prepararsi al fatto che la situazione cambia costantemente in una pandemia e con essa la risposta”, ha spiegato infatti Borio.

“Prima o poi lo tratteremo come una normale influenza, ma ora è prematuro per due ragioni. Una è che, per lo meno negli Stati Uniti, abbiamo 7 milioni di persone immunocompromesse che pur essendo vaccinate restano vulnerabili. La seconda: 25 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni non sono vaccinati perché il vaccino non è ancora approvato per loro. Sono persone di cui dobbiamo preoccuparci. Finché non avremo vaccini per i bambini e medicine efficaci diffuse per curare coloro che, benché abbiano tentato di proteggersi, restano vulnerabili, non possiamo tornare davvero alla normalità”, ha poi sottolineato durante l’intervista.

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Per l’esperta, poi, sarebbe “sensata” la decisione di ridurre le quarantene per contagiati asintomatici, dato che “i vaccinati per la maggior parte sono ben protetti dalla malattia grave e sappiamo che la trasmissibilità del virus da chi è contagiato si riduce ogni giorno che passa: dopo 5 giorni il rischio è molto più basso rispetto al primo. Se tornano al lavoro con mascherine adeguate e sono asintomatici, il rischio di trasmissione è minimo. E negli ospedali c’è bisogno urgente di personale”.

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Sempre massima attenzione, però, sui comportamenti e l’atteggiamento da avere nei confronti del virus. “Sta diventando comune quella che chiamiamo disinibizione comportamentale“, ha infatti spiegato Borio. “I vaccinati si sentono più protetti di quanto non lo siano davvero, e adottano comportamenti che non adotterebbero altrimenti. Ci sono momenti in cui il livello è basso nella comunità ed è ragionevole dire ‘mi sono conquistato la libertà, sono protetto, voglio vivere normalmente’, ma non è il momento ora, con la grave epidemia che sta colpendo il sistema sanitario. In crisi come questa bisogna usare tutti gli strumenti: vaccini, mascherine al chiuso, limitare le interazioni”, ha evidenziato la consigliera. Ma ha concluso: “Non sarà così per sempre, è così per adesso“.