Ucraina, il governo Draghi ha approvato il decreto per l’invio di armi al governo ucraino

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Ucraina, il governo Draghi ha approvato il decreto per l’invio di armi al governo ucraino. Missili i e mitragliatrici, ad occuparsi della logistica sarà la NATO. Nel decreto si parla anche di fonti per i profughi e della riduzione del gas.

Ucraina, governo Draghi ha approvato il decreto per l'invio di armi - meteoweekc.om
Ucraina, governo Draghi ha approvato il decreto per l’invio di armi – meteoweekc.om

L’Italia fornirà armi all’Ucraina e offrirà aiuto ai suoi rifugiati in fuga dall’invasione russa. Questo quanto confermato dal consiglio dei ministri, che ha approvato all’unanimità un decreto che permetterà di inviare “veicoli militari, materiale ed equipaggiamento per il governo ucraino”. Per la precisione, si tratta di missili Stinger antiaerei, missili Spike controcarro, mitragliatrici Browning, mitragliatrici Mg, munizioni che saranno ceduti “alle autorità governative ucraine”. Ad occuparsi della consegna logistica sarà la NATO.

Il decreto ha anche istituito lo stato di emergenza fino alla fine di quest’anno per aiutare i profughi ucraini, e contiene misure volte a ridurre la dipendenza dell’Italia dal gas importato, e ad accendere le sue centrali (qualora ciò si rendesse necessario). Considerando il “livello di rischio imprevisto riguardo al normale funzionamento del sistema nazionale di gas naturale”, dunque, sarà inoltre “eventualmente prevista la riduzione del consumo di gas nel settore termoelettrico”.

Armi, profughi, energia e spedizioni militari

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Ucraina, governo Draghi ha approvato il decreto per l’invio di armi – meteoweekc.om

L’approvazione è arrivata ​​dopo che i funzionari russi e ucraini si sono incontrati al confine bielorusso, per discutere e negoziare in merito a un cessate il fuoco – mentre le forze militari continuavano i combattimenti in questo quinto giorno di conflitto. Il governo Draghi ha stanziato 10 milioni di euro per rafforzare le strutture per i rifugiati, aumentando la capacità dei suoi centri di accoglienza fino a 16.000 posti. L’esecutivo ha inoltre istituito un fondo di 500.000 euro volto a “finanziare misure di sostegno per studenti, ricercatori e docenti ucraini affinché possano svolgere le proprie attività presso università, istituzioni per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica ed enti di ricerca italiani. Sono previsti tutti i mezzi per garantire loro il diritto allo studio, partendo dalle borse di studio”.

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E con il Paese che nel frattempo è alle prese con un’impennata dei costi energetici, che comincia a pesare non poco su aziende e famiglie, il governo ha autorizzato misure preventive nel caso in cui l’emergenza dovesse intensificarsi. Tra queste vi è “la riduzione del consumo di gas delle centrali elettriche oggi attive, attraverso la massimizzazione della produzione da altre fonti e fermo restando il contributo delle energie rinnovabili”. Il governo ha inoltre affermato che il decreto ha affidato alla società italiana di rete elettrica Terna (TRN.MI) “una serie di compiti”,” in qualità di gestore della rete di trasmissione nazionale”,  per rendere possibile la “riduzione del consumo di gas nel settore termoelettrico che rappresenta una delle principali componenti della domanda media giornaliera di gas”.

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Verranno inoltre mobilitati anche i militari italiani, con un totale di 1.350 soldati in partenza dal nostro Paese e appartenenti ai corpi speciali (lagunari, paracadutisti, alpini, incursori del Comsubin”. Loro è il compito di potenziare la “Baltic Guardian”, in Lettonia, dove ci sono già 240 militari; ma andranno anche in Romania, dove saranno 12 gli aerei schierati e circa 130 gli uomini, e nel Mediterraneo orientale, con 235 unità di personale, due navi e un aereo che sorveglia anche il Mar Nero. Il costo sarà di 154 milioni di euro, ma è previsto il rifinanziamento di altre missioni in caso di necessità.