La Camera ha approvato il testo sul Fine vita, ora tocca al Senato

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Differente dall’eutanasia legale, qualora approvato prevederà il suicidio medicalmente assistito se è il paziente stesso a richiederlo

Con 243 voti favorevoli, 117 contrari e un’astensione passa a Montecitorio la proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito, una formula tecnicamente diversa dall’eutanasia in quanto deve essere il paziente stesso richiederla dopo essere stato coinvolto nell’uso delle cure palliative. Il testo ora passa al Senato dove dovrà ottenere l’approvazione della maggioranza dell’Aula.

CHI PUO’ RICHIEDERLO

Il paziente che richiede il “Fine vita” deve essere maggiorenne e in grado di intendere e di volere, affetto da una patologia irreversibile con prognosi infausta che ne comprometta definitivamente l’esistenza. Inoltre deve essere affetto da sofferenza fisica a psicologia del tutto intollerabili e tenuto in vita da trattamenti sanitari che, qualora interrotti, determinino la morte del soggetto.

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Fabiano Antoniani noto come dj Fabo, morto con il suicidio assistito in una clinica svizzera il 27 febbraio del 2017

NON E’ EUTANASIA

Il Fine vita tramite suicidio medicalmente assistito si differenzia dall’eutanasia in quanto quest’ultima deve essere messa in atto dal medico mediante la somministrazione di dosi letali di farmaci e non necessita della partecipazione attiva del soggetto che ne fa richiesta. Inoltre il ruolo del medico si limita alla preparazione del farmaco che il paziente dovrà assumere per conto proprio.

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“LEGGE DISCRIMINATORIA”

L’esponente del Partito Radicale Marco Cappato, tra i maggiori sostenitori della proposta di legge sull’eutanasia legale, commenta così sul suo account Twitter: “La legge sul #finevita è passata alla Camera. Bene. Non è #eutanasialegale e discrimina ancora i pazienti che non dipendono da terapie (es. malati di cancro). Noi continueremo ad aiutare anche loro. Ora tocca al Senato migliorare, se ci sarà informazione”.