Ucraina: Zelensky ed il grande inganno della NATO

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Il presidente ucraino – ed insieme a lui tutto il paese – lo stanno comprendendo: la NATO molto difficilmente interverrà direttamente per difenderli dalla Russia. Ma i presupposti sembravano essere differenti. 

Sea Breeze. Rapid Trident. Three Swords. Sono i nomi delle tre esercitazioni militari che la NATO ha svolto in Ucraina tra il giugno ed il settembre del 2021 e che avrebbero rappresentato – secondo alcuni analisti – la goccia che ha fatto traboccare il vaso della tolleranza di Vladimir Putin, convincendolo ad aggredire militarmente Kiev. Probabilmente non è solo questo il motivo che ha spinto il presidente russo sulla strada folle della guerra: ma le esercitazioni NATO (tre in pochi mesi) possono aver avuto un effetto importante sulla controparte di questa assurda vicenda di morte e disperazione.

Volodymyr Zelensky
Volodymyr Zelensky

Perchè il presidente ucraino Zelensky ha per giorni richiesto una “no fly zone”, nonostante i continui “no” che arrivavano dagli Stati Uniti e dai partner dell’Europa Occidentale? Perchè la vice presidente Iryna Vereshchuk – anche in un recente intervento a LA7, sottolinea la “responsabilità” dei leader occidentali rispetto quello che sta avvenendo in Ucraina? La risposta a queste due domande potrebbe spiegare molto di quel che sta avvenendo in Ucraina ed offrire una possibile chiave di lettura rispetto quello che potrebbe avvenire.

Le promesse non mantenute della NATO e dell’UE

La rivoluzione di EuroMaidan, che nel 2014 ha dato il via a parte degli eventi di cui oggi assistiamo al drammatico epilogo, sono state sostenute ed incoraggiate dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, che hanno scelto di tacere – sostanzialmente – di fronte ad alcune derive poco democratiche che si è preferito considerare “incidenti di percorso”: la strage di Odessa – nella quale le milizie di estrema destra ucraina “pro Maidan”  massacrarono oltre quaranta sostenitori, sempre ucraini, del governo filorusso – e l’evidente deriva neonazista che parte delle forze armate ucraine hanno evidentemente preso, nella totale accettazione dei governi di Kiev.

Guerra in Ucraina
Guerra in Ucraina

L’apertura alle possibilità, non espresse del tutto ma mai negate, di poter “un giorno” accogliere l’Ucraina nell’UE e nella NATO, insieme alle manovre militari citate, hanno evidentemente innescato delle aspettative. Si è spinto fino ad innescare la reazione, che forse nessuno immaginava così brutale, ma che forse era quella che si voleva. Per capire bene quel che la Russia di Putin sia in grado di mettere in campo, a livello di potenza militare. Una chiave di lettura spietata, che vede gli Stati Uniti come manovratori e l’Europa dietro, a seguire: ma sopratutto che mostra l’Ucraina come una sorta di cavia, di esca per attirare allo scoperto la furia omicida e distruttrice di Putin. E’ andata davvero così? La lettura è verosimile, ed è in parte confermata dalle richieste continue da parte Ucraina: dateci armi, dateci una no fly zone, aiutateci. 

Una situazione molto difficile e potenzialmente dannosa per tutti: perchè da una parte un intervento della NATO andrebbe ad innescare conseguenze belliche tremende ed inimmaginabili; dall’altro perchè, comunque, una inerzia da parte dell’Alleanza Atlantica potrebbe essere vista come atteggiamento di debolezza nei confronti della Russia, andando a disseminare dubbi, ad esempio, nei paesi baltici da poco entrati sotto l’ombrello NATO. Uno stallo, da cui è difficile uscire. Ma resta la domanda, a cui dobbiamo provare a rispondere: abbiamo davvero “sedotto ed abbandonato” l’Ucraina? Almeno in parte probabilmente si.