Incontro-scontro a Palazzo Chigi tra Draghi e Conte sull’aumento delle spese militari

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L’aumento delle spese militari ha dato il via ad un forte scontro tra Mario Draghi e il suo predecessore, ora leader del M5S, Giuseppe Conte. 

Inaspettato l’incontro-scontro tra Giuseppe Conte e Mario Draghi a Palazzo Chigi dopo la decisione di Giorgia Meloni di presentare l’ordine del giorno sulle spese militari e di appoggiare la decisione del Governo.

Da sinistra: Giuseppe Conte e Mario Draghi – Meteoweek

L’ordine del giorno presentato da FDI dovrebbe essere accolto senza dover passare dal voto degli altri partiti. In questo modo, quindi, Fratelli D’Italia ha tolto la possibilità al Movimento 5 Stelle di votare contro l’aumento delle spese militari. Un passo, questo, che ha generato un allontanamento tra Draghi e Conte.

L’incontro-scontro tra il Presidente del Consiglio e il leader del M5S è durato due ore. Conte fa sapere di aver «portato a Draghi la preoccupazione di tutti gli italiani e del M5S. Ho chiesto al Premier di lavorare per maggiori risorse da investire nella salute degli italiani. Abbiamo discusso del caro bollette, dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari: questioni prioritarie rispetto all’aumento della spesa militare al 2% del PIL». «Per arrivare al 2% mancano ancora 15 miliardi, un picco notevole» ha poi aggiunto Giuseppe Conte.

Mario Draghi, dall’altro lato, avrebbe impugnato i numeri di Conte e avrebbe fatto notare che quando al Governo c’era lui, le spese militari sarebbero aumentate del 17%. Lo scontro tra i due, quindi, si è concluso con un nulla di fatto.

Anche Maria Domenica Castellone e Gianluca Ferrara ribadiscono il loro no all’aumento delle spese militari. La Castellone, in particolare, afferma che: «L’impegno sulle spese militari c’è già e questa corsa al riarmo non è ammissibile». Come il M5S, contrari anche Liberi e Uguali. Dalla parte del Governo, invece, oltre a Fratelli D’Italia anche la Lega e Italia Viva.