Svizzera: da oggi sono attive le sanzioni contro Russia e Bielorussia

Divieto di importare ed esportare merci, blocco dei beni degli oligarchi, stop ai rapporti con organizzazioni filo-russe. Da definire meglio le sanzioni richieste dall’Unione Europea sugli appalti.

La Svizzera ha abbandonato per la prima volta la sua storica neutralità imponendo sanzioni nei confronti della Russia e della Bielorussia in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito di Mosca.

Il governo ha votato il pacchetto di sanzioni il 13 aprile che diventeranno effettive a partire da questa sera. Colpiranno circa 200 cittadini e oligarchi russi, tra cui i parlamentari e i membri delle repubbliche autoproclamate del Donetks e Lugansk, diverse organizzazioni. Non sono state escluse le figlie di Vladimir Putin che risiedono proprio nel territorio elvetico.

STOP ALLE MERCI

I provvedimenti economici prevedono il divieto di importare lignite e carbon fossile o altri beni come legno, cemento e alimenti di lusso dalla Russia. Inoltre non potranno essere esportati merci che possano rafforzare le capacità industriali russe. Le altre sanzioni riguardano il settore finanziario e prevedono il blocco a organizzazioni russe controllate dallo Stato, ma anche di creare trust in Svizzera per i cittadini di nazionalità russa, persone fisiche o giuridiche. La deroga è per le merci militari speciali.

I RAPPORTI CON L’UNIONE EUROPEA

La Svizzera dovrà stabilire, tramite gli accertamenti del governo, quali siano le conseguenze dei divieti imposti dall’Unione Europea sul territorio elvetico riguardo al divieto di aggiudicare gare e contratti d’appalto ad aziende, cittadini ed enti sul suo territorio. Si parla per esempio dell’esportazione di banconote e vendita di immobili a cittadini della Bielorussia e della Russia.