UE, raggiunto l’accordo: stop al petrolio russo

Con un tweet il presidente dell’UE Michel annuncia il raggiungimento di un accordo che taglia subito i 2/3 del petrolio russo destinato all’Europa.

Alla fine i leader dei paesi UE un accordo l’hanno trovato: poco prima della mezzanotte di ieri è arrivato l’annuncio dell’approvazione dell’embargo al petrolio russo in Europa. Da subito 2/3 del greggio in arrivo da Mosca sarà bloccato.

Embargo petrolio russo

Pressione sempre più forte sulla Russia

“Raggiunto l’accordo per vietare l’esportazione di petrolio russo nell’Ue. Copre immediatamente più di 2/3 delle importazioni di petrolio dalla Russia, tagliando un’enorme fonte di finanziamento per la sua macchina da guerra. Massima pressione sulla Russia per porre fine alla guerra”: con questo tweet il presidente dell’Unione Europea Michel ha annunciato il raggiungimento dell’accordo che sembrava legato ad un filo anche fino a qualche ora fa. Si tratta del sesto pacchetto di sanzioni applicato dall’UE alla Russia, sul quale la convergenza dei vari paesi europei non era scontata. Il passaggio decisivo è stato quello di limitare l’embargo solo alle importazioni via mare, permettendo deroghe come quella concessa all’Ungheria, per esempio. L’oleodotto Druzhba, che rifornisce appunto l’Ungheria ma anche Germania e Polonia, resterà in funzione. Anche la Repubblica ceca ha ottenuto una deroga di 18 mesi. Per tutti gli altri Paesi il divieto entrerà in vigore entro la fine dell’anno.

Sanzionato anche il patriarca Kirill

Non c’è solo l’embargo petrolifero: la UE ha decretato tutta una serie di sanzioni accessorie, che vanno dall’inserimento nella “black list” del patriarca ortodosso Kirill, reo di sostenere apertamente l’aggressione militare russa, sia l’esclusione dal circuito Swift (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, il sistema che consente le transazioni interbancarie) di Sberbank, la principale banca russa. Una serie di inasprimenti che, se da un lato sottolineano una certa unità di in tenti da parte dei paesi dell’Unione Europea, dall’altra iniziano a manifestare le prime divisioni: d’altronde le esigenze strategiche dei diversi paesi, sopratutto quando si parla di energia, sono dissimili, ed era impensabile tenere unito un fronte per mesi a prescindere dalle esigenze dei singoli stati.

Guerra in Ucraina
Guerra in Ucraina

I timori dell’Ucraina

Ed è questo che Kiev teme: un allentamento della “solidarietà” occidentale, che vorrebbe dire perdere il più grande alleato contro l’invasore russo. Anche perchè altri non ne ha, di alleati effettivi, l’Ucraina: a parte UE e NATO il resto del mondo non ha mai manifestato una solidarietà totale agli invasi, o meglio non ha espresso una censura totale, compresa di conseguenti sanzioni, nei confronti della Russia. L’embargo decretato questa notte entrerà in vigore a fine anno, Joe Biden ha già annunciato che non saranno inviate in Ucraina armi in grado di colpire la Russia, diverse autorevoli fonti – politiche e giornalistiche – stanno da giorni iniziando a sostenere che forse l’Ucraina dovrebbe valutare la rinuncia dei territori persi “di fatto”: e nel frattempo i russi continuano ad avanzare in Donbass.