Contratti all’insaputa, luce e gas staccati senza preavviso. Call center ingannava anziani e disabili

Antitrust contro Facile Energy. Una vicenda che fa emergere il lato oscuro del mercato libero e i pericoli di un telemarketing aggressivo e sregolato.

Contratti attivati all’insaputa dei clienti, distacchi di luce e gas senza preavviso. Senza contare gli  espedienti discutibili per rastrellare clienti.

Intervento d’urgenza dell’Antitrust contro il telemarketing aggressivo di Facile Energy, l’azienda che attivava contratti di luce e gas non richiesti a anziani e disabili o a persone in chiaro stato confusionale.  Stando alla misura dell’autorità di garanzia, la società aveva attivato forniture a consumatori che perlopiù neanche erano consapevoli di aver cambiato operatore energetico.

Se ne accorgevano dopo. Quando, se andava bene, ricevevano la “lettera di benvenuto” via posta. Se andava male, attraverso solleciti di pagamento o lettere che minacciavano di ridurre la potenza o di disattivare il contatore. Sì, perché a volte le bollette neanche arrivavano a casa. Non sono pochi i clienti che si sono ritrovati senza luce e gas per morosità. Molte volte senza il giusto preavviso. E in alcuni casi pure “nonostante l’avvenuto pagamento delle fatture” scrive l’Antitrust.

“Siamo dell’Arera”. Ma non era vero

Gli escamotage delle aziende di cui si serviva Facile Energy lasciano di stucco. Pur di racimolare clienti  gli operatori del call center non esitavano a spacciarsi per operatori dell’attuale fornitore del cliente. Al quale spiegavano che per “difficoltà tecniche” erano costretti a cambiare fornitura. In altre occasioni simulavano di essere dipendenti dell’Arera, l’autorità del settore energetico, oppure di associazioni di consumatori.

Il trucco era semplice e collaudato: chiedevano conferma dei dati personali del malcapitato, che poi venivano inseriti e utilizzati nella registrazione dove si richiedeva il consenso telefonico all’attivazione. Un trucco di successo soprattutto perché i clienti contattati dal call center, spiega Antitrust che ha ascoltato le registrazioni, sono soggetti fragili: anziani, disabili invalidi, i cui consensi sono stati dati “in molti casi, in evidente stato confusionale scrive ancora l’Antitrust. Per essere sicuri di confonderli, gli operatori sciorinavano le condizioni contrattuali e i diritti del cliente parlando in maniera veloce. In modo che i malcapitati capissero poco o niente.

Le disposizioni dell’Antitrust

Inutile dire che una volta attivato il contratto avere un contatto con la società diventava una ‘mission impossible’ per il cliente. Per mail o per telefono, contattare un operatore era a dir poco arduo. E di motivi per farlo ce n’erano a bizzeffe, visti quanti consumatori restavano senza luce o senza gas, costretti ad attendere giorni prima di vedersi riattivate le forniture. Certo non casi sporadici. I dati in mano ad Antitrust parlano di circa duemila reclami in un mese.

Perciò l’autorità garante ha vietato di attivare contratti se il cliente non dà in maniera chiara il proprio consenso. Allo stesso modo, la società non dovrà staccare la luce (né minacciare lo stacco) ai clienti che hanno già reclamato senza avere risposta. Se Facile Energy non si adeguerà arriverà una sanzione di massimo cinque milioni di euro.

Contratti al telefono? No, grazie

Entro il primo gennaio 2024 tutti i consumatori dovranno passare al mercato libero. Entro questa scadenza tutti quelli che non l’hanno già fatto dovranno trovare un’alternativa al proprio fornitore in regime di tutela. Non sarà più Arera a stabilire le tariffe ogni sei mesi. A fissarle liberamente saranno gli operatori.

Rimane il consiglio di non stipulare contratti per via telefonica. Anche se non si tratta di truffe è estremamente complicato capire ogni aspetto e dettaglio di un contratto illustrato a voce e in maniera sbrigativa. Una operazione che è meglio fare a tavolino, con calma e bolletta alla mano. Per poi mettere a confronto le varie offerte. Il mezzo migliore per poterlo fare resta il Portale Offerte di Arera. A partire dal gennaio 2023, inoltre, gli operatori dovranno indicare in bolletta tanto il consumo quanto la spesa annuali. Due parametri di fondamentale importanza per fare un confronto tra le diverse offerte sul mercato libero.