Migranti: cosa dicono i programmi dei partiti in campagna elettorale

Centrodestra e Centrosinistra hanno proposte e visioni differenti del tema, mentre per il terzo polo e M5S mischiano integrazione e controllo serrato da parte di enti terzi. 

La questione dei migranti è alle base della discussione nell’ultima campagna elettorale. Così come aveva influito pesantemente nel 2018, è in grado di spostare gli equilibri dei partiti e determinare la vittoria alle prossime votazioni del 25 settembre. Vediamo quindi nello specifico cosa hanno detto e quali sono le posizioni dei partiti sul tema delle migrazioni nel nostro Paese secondo il loro programma elettorale.

LE COALIZIONI

Il Centrodestra propone non più il blocco navale, come auspicato in precedenza, ma un blocco degli sbarchi volto a impedire l’arrivo di migranti irregolari nel nostro Paese. Nel programma firmato dai leader si legge anche della “creazione di hotspot nei territori extra-europei, gestiti dall’Unione europea, per valutare le richieste d’asilo” e di un “nuovo Patto per la migrazione e l’asilo, con controllo delle frontiere, per garantire ai Comuni le risorse necessarie per far fronte alle spese per la gestione e la presa in carico dei minori non accompagnati”.

Dal Centrosinistra la proposta è quella di una Agenzia di coordinamento delle politiche migratorieche diventi il principale attore di riferimento per tutto ciò che riguarda il monitoraggio e la gestione dei flussi”. Da segnalare anche la richiesta di abolizione della legge Bossi-Fini e di una nuova normativa che regoli le migrazioni, con la concessione di un “ingresso legale per ragioni di lavoro, anche sulla base delle indicazioni che arrivano dal Terzo settore”. La coalizione chiede anche il “superamento del Regolamento di Dublino e alla costruzione di una vera politica europea su migrazione e accoglienza“.

Il terzo polo di Calenda e Renzi invece distingue “tra profughi umanitari e migranti economici“ con la proposta di “corsi intensivi obbligatori di lingua e cultura italiana per i neo-arrivati e regolarizzazione dei migranti irregolari già residenti in Italia che hanno un lavoro“. Nel programma si legge anche di “vie di accesso più sicure e legali attraverso un’espansione dei corridoi umanitari“ oltre che l’istituzione di un ministero per le Migrazioni.

I PARTITI

La Lega è da sempre la più dura verso i migranti. Per il Carroccio la richiesta è di rafforzare la già esistente legge Bossi-Fini nonché di rafforzare il Memorandum of understanding firmato con la Libia e con la cosiddetta Guardia costiera libica. Anche Fratelli d’Italia sostiene la necessità di un mantenimento degli accordi con i paesi nordafricani nonché una politica di contrasto alle Ong. Più moderata Forza Italia che prevede l’istituzione di un “Piano Marshall europeo di aiuti per l’Africa” e la redistribuzione obbligatoria dei migranti nei paesi europei

Per il Partito Democratico come detto c’è la necessità di un’agenzia di coordinamento delle politiche migratorie, in accordo con Possibile e Sinistra Italiana/Verdi bisogna terminare gli accordi attuali di finanziamento con la Libia, la chiusura dei Cpr e a facilitazioni in termini di iscrizione anagrafica e mantenimento della residenza per le persone immigrate, nonché una nuova legge sulla cittadinanza che sia su Ius soli e Ius scholae. Dello stesso avviso anche +Europa.

Per Italia Viva/Azione le politiche migratorie devono prevedere un accordo di cooperazione con i paesi di origine e transito dei migranti che arrivano nel nostro paese (così come proposto dalla Lega) e lo Ius scholae  per chi ha completato 5 anni di formazione in Italia e agli studenti stranieri che hanno fatto l’università nel nostro paese. Il Movimento 5 Stelle infine punta a migliore ripartizione delle persone immigrate tra i paesi membri dell’Unione e all’introduzione dello Ius scholae derivante dal completamento di uno o più cicli di studi in Italia.