Speciale Elezioni Politiche 2022: i programmi dei partiti – Italexit

Uscire dall’Unione Europea e dalla moneta unica, no all’invio di armi in Ucraina, commissione di inchiesta sui vaccini, riforma della Costituzione, nuove assunzioni delle forze dell’ordine. Ecco il programma di Italexit per il 25 settembre. 

L’ex-giornalista ed ex-senatore del Movimento 5 Stelle Gianluigi Paragone ha fondato un partito che, anche nel nome che richiama alla Brexit, rimarca la sua forte critica all’Unione europea. Ha scelto come alleati i neo-fascisti di Casapound e rischia seriamente di sfiorare il 3% che gli permetterebbe di entrare in Parlamento. Ha scelto per le sue liste personaggi molto vicini agli ambienti dell’estrema estrema destra e attivisti No-Green Pass come Nunzia Schilirò, Massimo Cristiano e Stefano Puzzer. Ecco cosa prevede la sua proposta per le elezioni.

STOP EUROPA

Paragone e i suoi alleati chiedono l’immediata uscita dell’Italia dall’Unione europea e conseguentemente dall’Euro con il ritorno alla Lira italiana. Non si esplicita il sostengo alla Russia nella guerra di invasione dell’Ucraina ma si richiede lo stop all’invio di armi verso Kiev. L’Italia deve avere la possibilità di indire referendum anche sulle strategie internazionali.

RIFORME

Per Italexit va riscritto il sistema di elezione del Consiglio Superiore della Magistratura e dare maggiore autonomia alle regioni attraverso l’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione. Vanno aumentati i salari e tagliato il cuneo fiscale, abolita la legge Fornero e le pensioni minime devono essere di 900 euro. Infine vanno create nuove assunzioni per le forze dell’ordine e dotate di equipaggiamento più tecnologico. Il Reddito di Cittadinanza va rivisto con disponibilità immediata al lavoro, pena la perdita del sussidio. No al pareggio di bilancio in Costituzione.

SANITA’

Per Paragone è necessario indire una commissione di inchiesta che valuti i danni dei vaccini e la gestione dell’emergenza Covid. No al Green Pass (sebbene sia già stato di fatto abolito) e maggiori investimenti sulla ricerca scientifica.

AMBIENTE

Maggiore autonomia energetica così da dipendere sempre meno dalle potenze straniere, magari con uno sviluppo economico individuato per ciascuna area territoriale. “Non vogliamo altri Mose o TAV” dicono da Italexit e chiedono il divieto assoluto di privatizzazione di servizi idrici e risorse naturali.

ECONOMIA

Italexit critica il sistema bancario attuale e chiede la fondazione di una Banca Pubblica, statalizzazioni e maggiore controllo della Banca d’Italia da parte del ministero. Tutte le strutture come “strade, autostrade, comunicazioni, acqua, energia e tutti gli altri asset strategici per il Paese devono tornare sotto il controllo dello Stato“. Infine si chiede un “ritorno alla sovranità politica, democratica ed economico-monetaria della Repubblica italiana. Per fare questo – come già dichiarato – occorre uscire dai trattati europei e riprendere la sovranità anche monetaria“.

FISCO

Con l’uscita dell’Italia dall’eurozona, applicheremo le aliquote fiscali in uso oggi in Irlanda, Lussemburgo e altri paradisi fiscali riconosciuti dall’Unione europea” afferma Paragone il quale prevede anche la “possibilità di introdurre monete fiscali, come ad esempio il modello super bonus, che va difeso e rilanciato con modalità strategica e quindi pluriennale”. Infine le cartelle fiscali ricevute durante i tre anni di pandemia vanno rottamate e si prevede una aliquota fissa del 15% a chi produce Made in Italy.