Von der Layen minaccia l’Italia: “Se va male abbiamo gli strumenti”

La presidente della Commissione europea è preoccupata dall’ascesa della destra alle prossime elezioni e minaccia sanzioni se l’esecutivo andrà in senso anti-europeista. La replica di Salvini.

A Ursula von der Layen non piace Giorgia Meloni e il Centrodestra. La vicinanza della leader di Fratelli d’Italia con il presidente ungherese Viktor Orban, l’aspra critica alla Comunità europea, alla moneta unica e i legami fin troppo evidenti dei partiti del Centrodestra con la Russia di Vladimir Putin sono un grosso ostacolo per l’Unione europea e la ormai sicura vittoria della coalizione a trazione FdI non lascia serena la presidente della Commissione europea.

Vedremo il risultato delle elezioni in Italia, ma se le cose andranno in una situazione difficile, come nel caso di Polonia e Ungheria, abbiamo gli strumenti” queste le parole da lei pronunciate durante un incontro con gli studenti dell’Università statunitense di Princeton i quali le hanno chiesto quale fosse la sua opinione sulle elezioni in caso di vittoria di Meloni e alleati. Von der Leyen aveva anche aspramente criticato la formazione delle liste dentro le quali ci sono tra i candidati “figure vicine a Putin“. Quasi una minaccia più che un commento nei riguardi del Centrodestra.

Ma quali sarebbero gli strumenti in mano all’Ue nel caso in cui il possibile governo guidato da Meloni dovesse derivare in un esecutivo anti-europeista? Von der Leyen ha fatto l’esempio dell’Ungheria, responsabile, secondo un voto espresso a maggioranza dai parlamentari europei (con i voti contrari proprio di Lega e Fratelli d’Italia) di “tentativi deliberati e sistematici del governo ungherese volti a minare i valori europei” con la proposta di tagliare i finanziamenti in arrivo verso Budapest. Una soluzione simile potrebbe arrivare anche nei confronti della Polonia, rea di una riforma della Giustizia molto autoritaria. La minaccia è quindi quella di fare la stessa cosa con l’Italia, magari bloccando i restanti fondi previsti dal Pnrr.

LA REPLICA DI SALVINI

Alle parole della presidente della Commissione ha risposto questa mattina Matteo Salvini durante una intervista a Radio Capital: “Si preoccupi di mettere un tetto al prezzo del gas. Sono parole disgustose, il tono minaccioso è inaccettabile. Non può permettersi di influenzare, di ricattare gli italiani al voto“. E poi a Mattino Cinque: “Si tratta di una squallida minaccia, un’invasione di campo non richiesta. La signora presidente della commissione Ue rappresenta tutti gli europei, tutti gli italiani, il suo stipendio è pagato da tutti noi. È una disgustosa e arrogante minaccia dire che se gli italiani voteranno per la Lega si faranno delle sanzioni“. E continua: “Il gruppo parlamentare della Lega a Bruxelles presenterà una mozione di censura. Chiediamo rispetto, domenica votano gli italiani non i burocrati di Bruxelles, Berlino e Parigi. E se a Bruxelles qualcuno pensasse di tagliare i fondi del Pnrr allora c’è da ripensare questa Europa a cui chiedo protezione non minacce“.