Lady Diana torna in vita grazie all’intelligenza artificiale: il progetto di Alper Yesiltas

Come apparirebbero al giorno d’oggi le celebrità che ci hanno lasciato prematuramente? La risposta è nel progetto di Alper Yesiltas.

Lady Diana

L’intelligenza artificiale non è il futuro, è il presente. Sembra questa la verità che traspare quotidianamente da riviste, siti web, analisi di mercato e centri di ricerca. Ovunque volgiamo lo sguardo, le nuove tecnologie sono riuscite a conquistarsi uno spazio non da poco.

Dalla semplice automazione dei processi alle predizioni più complesse, espressioni come deep learning, natural language processing, text generation, sentiment analysis sono ormai entrate a far parte a pieno titolo del linguaggio quotidiano delle aziende più all’avanguardia.

Ma sarebbe un errore pensare che il profondo e innovativo processo di cambiamento in cui siamo immersi possa essere circoscritto soltanto alla sfera, per così dire, professionale. L’AI non solo è dappertutto, ma è anche alla portata di chiunque.

Le celebrità che tornano in vita: Alper Yesiltas e il progetto “As If Nothing Happened”

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Una dimostrazione? Il progetto “As If Nothing Happened” (Come se nulla fosse successo), che “riporta in vita” le celebrità che hanno lasciato prematuramente il nostro mondo grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. “How would people look photo-realistically if some great events had not happened to them?” (Come apparirebbero le persone in modo foto-realistico se non fossero accaduti loro alcuni grandi eventi?): è questa la domanda che ha spinto Alper Yesiltas, avvocato e fotografo turco residente a Istanbul, a utilizzare le nuove tecnologie per realizzare scatti che ritraggono personaggi famosi come sarebbero al giorno d’oggi se fossero ancora qui. Un esempio? Lady Diana, Freddie Mercury e Michael Jackson.

Intelligenza artificiale sempre più creativa: cosa aspettarsi dal futuro?

Diversi i software utilizzati da Alper Yesiltas per realizzare il progetto: da Remini, un photo enhancer che sfrutta l’AI, a programmi di editing fotografico come Lightroom e VSCO. Ma non si tratta certamente dell’unico caso: che dire di “Théâtre D’opéra Spatial”, l’opera presentata da Jason Allen e generata da un’intelligenza artificiale che si è aggiudicata il primo premio al concorso artistico della Colorado State Fair? Una notizia che ha dell’incredibile ma che si colloca perfettamente in quel percorso fatto di quelle che sembrano delle vere e proprie “magie” dell’AI verso cui ci stiamo muovendo. Dalla creazione di nuove melodie, alla composizione di poesie fino alla realizzazione di quadri, l’intelligenza artificiale sta raggiungendo sempre di più i livelli di creatività propri dell’essere umano. La domanda che inevitabilmente si apre è: fin dove si potrà arrivare?