Sgominata rete neonazista, 4 arresti. Piantedosi: “Allarme odio razziale”

L’Ordine di Hagal è un’associazione di stampo neonazista diffusa in Campania, in una operazione della polizia sono state arrestate diverse persone e sottoposto a sequestro materiale pericoloso. L’organizzazione stava progettando attentati terroristici. 

Ci sono quattro persone arrestate nell’operazione di Polizia eseguita sulla base delle indagini del Procuratore della Repubblica di Napoli, accusate di appartenere a un’associazione con finalità di terrorismo di matrice neonazista, suprematista e negazionista. L’operazione antiterrorista è stata condotta dalla Digos, dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dal Servizio Polizia Postale e Comunicazioni. I quattro sono stati tradotti in carcere.

I quattro arrestati erano stati già indagati nel 2021, durante le relativa perquisizioni  furono disposte per neutralizzare presunti eventi critici dedotti dall’analisi di alcune intercettazioni dalle quali emergeva la disponibilità di armi e l’intenzione di programmare azioni violente.

L’operazione è stata condotta in tutta la Campania con interventi in località in provincia di Napoli, Caserta e Avellino. A una quinta persona residente a Roma è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, accusata di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. L’operazione non finisce qui, infatti sarebbero circa trenta le perquisizioni personali domiciliari e informatiche in atto in questo momento su tutto il territorio nazionale.

L’ORDINE HAGAL

Secondo gli inquirenti le persone coinvolte farebbero parte dell’associazione di estrema destra Ordine di Hagal, ritenuta dedita all’indottrinamento e all’addestramento dei propri adepti, anche all’estero. Durante la perquisizione in un locale di Avellino sono state trovate bandiere, divise, armi e altro materiale contrassegnate con simboli di riferimento nazista. Reperita nei locali anche una foto di Léon Degrelle, politico e militare belga che fece parte del contingente vallone delle Waffen SS, e diversi quadri con alcune frasi contenute nel libro Gli 88 precetti, libro di propaganda razzista che esalta la razza ariana.

Per il ministro degli Interni Matteo Piantedosi “il caso di Avellino è un campanello di allarme di come il seme dell’odio si diffonde anche in contesti che non avremmo mai immaginato“.