Manovra di bilancio, ultimi ritocchi prima dell’approvazione in Cdm

Attesa per oggi in Consiglio dei ministri l’approvazione della legge di bilancio. In corso gli ultimi ritocchi al testo di una manovra che dovrebbe aggirarsi sui 32 miliardi di euro.

Il cuore del provvedimento, come più volte annunciato, sarà la lotta al caro energia. Una spirale innescata alla crisi ucraina che ormai si prolunga da 9 mesi. Con vertiginosi aumenti in bolletta per luce e gas, inflazione e carburanti.

L’impianto centrale del testo appare comunque ormai definito: la gran parte delle risorse (due terzi) andrà impiegata per mitigare gli effetti del caro energia. Saranno rinnovate misure già in essere e varati altri provvedimenti a beneficio dei redditi più bassi.

Atteso anche un taglio del cuneo fiscale: al vaglio se applicarlo al 2%, come previsto dal precedente esecutivo guidato da Mario Draghi, oppure al 3% (soprattutto per i meno abbienti).

Si parla anche di estendere la flat tax al 15%, con alcune forze della maggioranza di governo a chiederne l’allargamento fino a 85 mila euro per lavoratori autonomi e partite Iva.

Quota 103 per le pensioni e stretta sul reddito di cittadinanza

In attesa di una riforma generale del sistema pensionistico, in manovra potrebbe trovare spazio anche una misura ponte sulle pensioni. L’idea è quella di introdurre quota 103, che darebbe la possibilità di uscire dal mercato del lavoro a 62 anni di età e con 41 anni di contributi.

Sembra arretrare invece l’ipotesi di ridurre o azzerare l’Iva su beni di prima necessità come pane, latte e articoli per l’infanzia. L’idea ha perso quota dopo che alcune associazioni di impresa e dei consumatori si erano dette perplesse per l’impatto limitato del taglio per combattere l’inflazione.

A Palazzo Chigi e al Mef la parola d’ordine resta una sola: prudenza, per tenere sotto controllo i conti pubblici. Motivo per cui per ogni provvedimento contenuto nel Documento di programmazione di bilancio bisognerà trovare adeguata copertura finanziaria.

Il governo starebbe pensando di reperire le coperture necessarie attraverso la revisione del reddito di cittadinanza. Un’ipotesi sul tavolo è quella di re4stingere tra sei mesi la platea dei percettori del sussidio a chi non può lavorare. Si va verso il taglio del rdc a chi rifiuta anche solo un’offerta di lavoro. Dalla stretta sul reddito di cittadinanza il governo punta a recuperare oltre 1 miliardo di euro. Al vaglio anche la possibile revisione della tassazione sugli extraprofitti, che potrebbe passare dall’attuale 25% ad almeno il 33% secondo le norme Ue in materia.

Nel testo potrebbero entrare anche la cosiddetta ‘green tax’ sulle consegne a domicilio – un comparto con un giro d’affari di 60 miliardi di euro l’anno in Italia – per favorire il rinnovo del parco vetture dei corrieri nel segno della sostenibilità ambientale e sostenere il commercio di prossimità. In manovra potrebbe trovare spazio anche la riattivazione della società Ponte sullo Stretto – partecipata da Anas, Rfi e Regioni Calabria e Sicilia – in liquidazione dal 2013, dato il rinnovato interesse del governo per il ponte tra Reggio Calabria e Messina.