Roma, il telefonino di De Pau ha fatto video durante l’assassinio delle donne cinesi

I video provano in modo inconfutabile e agghiacciante quanto occorso nella casa in via Augusto Riboty. Ecco che cosa è successo

In un primo filmato, che ha una durata di 14 minuti, l’uomo accende la videocamera del suo cellulare e filma i rapporti sessuali che ha avuto con le due donne cinesi, nell’abitazione in via Augusto Riboty.

De Pau-meteoweek.com

Nel secondo video, invece, che dura 42 minuti, il telefono dell’uomo finisce a terra e mentre la telecamera continua a funzionare, occorre il delitto delle due donne. L’immagine riprende in modo fisso le scarpe di De Pau, ma l’audio registra le urla dei due omicidi, fino a quando l’uomo scappa. È quanto riporta l’ordinanza di custodia cautelare a firma del gip, che ha convalidato il fermo e ordinato la reclusione in carcere per l’uomo.

I due filmati sono stati registrati il 17 novembre, e mostrano, come si legge nell’ordinanza, «in maniera incontrovertibile e raccapricciante l’omicidio delle due donne cinesi commesso da Giandavide De Pau dopo aver consumato con le stesse rapporti sessuali ed aver preteso di rimanere solo con le due donne, mandando via altri clienti. Dopo qualche secondo, De Pau sposta il telefono e si inquadrano le scarpe che lo stesso indossa, dopodiché il telefono viene appoggiato oscurando la telecamera ma continua ad essere registrato l’audio e si sente entrare nella stanza l’altra donna cinese».

Sempre nell’ordinanza redatta dal gip, è riportato che al «minuto 1:09 si sentono rumori e la donna urlare fortemente, ma il suono giunge come soffocato. Entra l’altra donna che chiede: ‘cosa fai a lei’ e subito dopo si sentono le urla strazianti anche della seconda donna che viene aggredita, poi si sente prima il rumore di una porta che sbatte e poi il rumore più forte di un’altra porta, probabilmente quella di ingresso che viene aperta e dal minuto 2:41 si sente il rantolo di Xiuli Guo in fin di vita ritrovata agonizzante sul pianerottolo; dopo qualche minuto si sente la voce del portiere e poco dopo dei soccorritori».

Il gip chiosa scrivendo che la dinamica di quanto è occorso nell’abitazione di via Riboty «è pienamente provata dal contenuto dei video rinvenuti nel telefono cellulare dell’indagato che smentiscono integralmente la versione dallo stesso fornita circa la presenza di un presunto uomo armato che avrebbe aggredito le due donne e minacciato lui con una pistola. I video, infatti, non solo documentano l’aggressione da parte dello stesso indagato ma anche l’assenza di qualsiasi altro soggetto all’interno dell’appartamento, come preteso dallo stesso indagato che aveva fatto mandare via tutti i clienti per rimanere solo con le due donne».