Soumahoro si sospende dal gruppo Verdi/SI, ma c’è chi lo difende

La decisione arriva alla fine della riunione del gruppo parlamentare. Non tutti però hanno voltato le spalle a Soumahoro, a difenderlo ci sono ancora i membri della Lega braccianti e Mimmo Lucano. 

Non è passato nemmeno un mese da quando ha messo piede per la prima volta alla Camera dei Deputati che Aboubakar Soumahoro si trova al centro del ciclone per l’indagine legata alla cooperativa di migranti gestita dalla moglie e dalla suocera. Questa mattina arriva poi la decisione del parlamentare di autosospendersi dal gruppo di Verdi e Sinistra Italiana.

Al termine della riunione del gruppo arriva il comunicato congiunto dei segretari, i quali sostengono “abbiamo incontrato Aboubakar Soumahoro per discutere ed approfondire le vicende che da giorni sono al centro della cronaca. Lo abbiamo trovato sereno e determinato. Soumahoro ci ha esposto il suo punto di vista e ha annunciato l’intenzione di rispondere punto su punto e nel merito alle contestazioni giornalistiche ribadendo la sua assoluta estraneità alle vicende. Naturalmente sarà lui a farlo, nelle forme e nei tempi che riterrà più opportuni. Perché questo avvenga con la massima libertà Aboubakar Soumahoro ci ha comunicato la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra” fanno sapere Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Luana Zanella.

Rispettiamo questa scelta che seppur non dovuta mostra il massimo rispetto che Aboubakar Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell’impegno politico per promuovere le ragioni delle battaglie in difesa degli ultimi che abbiamo sempre condiviso con Aboubakar. Siamo fiduciosi, considerato quanto riferitoci, che la vicenda possa essere chiarita in tempi rapidi e senza alcuna ombra” concludono.

LA LEGA BRACCIANTI

Quasi tutti stanno girando le spalle al deputato di origine ivoriane, non però i membri della Lega Braccianti, il movimento fondato di cui è tuttora presidente. “Noi della Lega Braccianti di Torretta Antonacci  – dicono in un video – vogliamo dire ad Aboubakar Soumahoro che noi siamo con te. Noi siamo con te, Aboubakar Soumahoro, perché quello che tu hai fatto per noi è troppo“.

Tu ci hai aiutati ad avere una sistemazione, tu ci hai aiutati ad avere almeno l’acqua per bere, la strada c’è. Tutto quello che la gente è andata a raccontare a Striscia la notizia è falso. Lasciate Aboubakar in pace. Sono stati raccolti i fondi quando c’era il Covid, quei soldi ci hanno aiutato ad avere cibo, ad avere delle mascherine quando nessuno era venuto a darcele. Abbiamo avuto delle mascherine, abbiamo avuto da mangiare, siamo stati bene. Lasciate Aboubakar Soumahoro in pace: non serve la gelosia. Forza Lega Braccianti“.

MIMMO LUCANO

Tra coloro che hanno sofferto delle inchieste sulla questione migrazione c’è sicuramente Mimmo Lucano, l’ex-sindaco di Riace difende così Soumahoro: “Sull’onestà di Aboubakar Soumahoro metto la mano sul fuoco. Ha la mia solidarietà totale. Come faccio a dire il contrario di uno che ha dedicato la propria esistenza al riscatto di chi viene sfruttato nei campi, ha legato il suo impegno al riscatto di chi non ha mai avuto diritti, sfruttati dai ‘caporalì e da imprenditori senza scrupoli? Questo è l’Aboubakar che conosco. Ha girato l’Italia in lungo e in largo per stare vicino a chi rivendica questi diritti. Forse nei prossimi giorni ci vedremo qui a Riace. Soumahoro è una persona distrutta, contro di lui c’è una strategia finalizzata alla denigrazione del valore morale e dell’impegno di una vita. Ti crolla il mondo addosso. Io ci sono passato“.

Viviamo in un’epoca in cui non ci può essere scampo, non è consentito che possa esserci un pensiero umano, il pensiero di chi sente sulla propria pelle le ingiustizie che vivono altre persone in ogni parte del mondo – continua Lucano -, è come se noi fossimo chiamati a rispettare obbligatoriamente le regole altrimenti…ma da Riace è arrivato un messaggio diverso, un messaggio per dire che esiste un’alternativa a questo. Io ho fatto ciò che ho fatto non per guadagnare, non ho guadagnato nulla. Anzi, i miei familiari sono andati tutti via da Riace. Agli occhi della comunità locale io sono uno sconfitto, uno che ha perso. E la magistratura mi sta condannando. 

Ma il sistema mediatico si alimenta di tutto ciò – conclude Lucano –, non vede l’ora, è linfa vitale per il pensiero prevalente delle destre, che sono soddisfatte di poter dire che non c’è soluzione all’immigrazione, che l’accoglienza è un meccanismo per fare profitto, e questo appaga mediaticamente e giustifica il loro pensiero punitivo che non rispetta i diritti umani”.