Molestie sessuali nella Chiesa: una donna accusa il cardinale Ouellet

Dopo anni di anonimato, una ex-tirocinante del potente prelato, vicino a papa Francesco, ha deciso di rivelarsi e continuare la sua battaglia per ottenere giustizia. Accusa il cardinale Ouellet di averla molestata. 

Sul caso delle presunte molestie sessuali perpetrate dal cardinale Ouellet, spunta la testimonianza rilasciata da una donna misteriosa, rimasta finora anonima, che minaccia di potare in tribunale il potentissimo prelato che alcuni anni fa era tra i possibili candidati per il ruolo di nuovo Pontefice.

Non mi chiamo più F. Mi chiamo Paméla Groleau. Da più di due anni combatto contro un’istituzione che, con minacce e intimidazioni, cerca di mettermi a tacere. Dopo aver tentato i processi interni di denuncia della diocesi di Québec e del Vaticano, ho fatto ricorso, al limite, alla giustizia civile” afferma la donna, oggi 38enne, che ha rinnovato le accuse rivolte a Ouellet quando era arcivescovo di Quebec.

La donna ha raccontato di essere stata tirocinante in una diocesi del Canada quando prese parte a un incontro in cui era presente l’allora arcivescovo Ouellet, dove afferma sia avvenuta la molestia. Era il 2007 e raccontò la vicenda ad alcuni colleghi, oltre al cardinale la responsabilità sarebbe anche di un prete che custodiva la curia di Ouellet. Il primo è stato sanzionato, ma il secondo no.

La donna, come riportano i documenti processuali depositati presso la Corte Suprema, ha raccontato di avere incontrato il cardinale nel 2008, quando aveva poco più di vent’anni, durante una cena a Beauport. Si legge nei documenti: “Il cardinale Marc Ouellet poi la bacia e fa scivolare la mano lungo la sua schiena fino alle natiche. Questo gesto sorprende F. che non sa come reagire. Quel giorno, più che negli incontri precedenti, F. capisce che deve fuggire il più possibile dal cardinale Marc Ouellet, il disagio che sente è più presente che mai“.

MOLESTIE NELLA CHIESA DEL QUEBEQ

Pamela, questo il suo vero nome, ha scritto a Papa Francesco per ottenere giustizia. “Sto combattendo questa battaglia per riconquistare la dignità che mi è stata strappata” afferma nella lettera. Per i suoi avvocati questo gesto “fa parte del suo processo di guarigione, di essere riconosciuta come vittima“. Ma alla mancata risposta del Pontefice, la donna ha deciso di rivolgersi alla giustizia civile e denunciato Ouellet. La questione risulta nel contesto di un’azione collettiva contro la diocesi del Québec depositata alla Corte Superiore lo scorso maggio in cui sono coinvolte 101 persone che sostengono di essere state abusate dal 1940 a oggi da circa 90 sacerdoti o membri del personale della diocesi.

CHI E’ IL CARDINALE OUELLET

Marc Ouellet ha 78 anni ed è oggi uno dei collaboratori di papa Francesco. Fu nominato arcivescovo del Québec nel 2002, cardinale nel 2003 e prefetto del dicastero per i vescovi nel 2010 e durante l’ultimo conclave sembrava possibile vederlo eletto nuovo Pontefice.

Dalle accuse rivolte nei suoi confronti si è difeso pubblicamente affermando: “Avendo preso conoscenza delle false accuse mosse contro di me dalla denunciante, nego con fermezza di avere compiuto gesti inappropriati sulla sua persona e considero diffamatorie l’interpretazione e la diffusione di queste accuse in quanto aggressioni sessuali. Se una inchiesta civile dovesse essere aperta, intendo parteciparvi attivamente affinché la verità sia stabilita e la mia innocenza sia riconosciuta“.