Linda Giuva chi è | carriera | vita privata della docente universitaria

Chi è Linda Giuva? Lei è una docente universitaria ma è conosciuta da tutti per essere la moglie di un importante politico. Vediamo chi è

Linda Giuva chi e - meteoweek
Linda Giuva chi e – meteoweek

Originaria di Foggia, classe 1953, è un’archivista e docente di archivistica all’università di Siena, sede di Arezzo dove insegna Archivistica generale in qualità di professore associato. Soprattutto, è famosa per essere la moglie di Massimo D’Alema.

La carriera dell’archivista

Linda Giuva chi e - meteoweek
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Un curriculum davvero denso il suo. L’archivista si è occupata di archivi di partiti politici e di singole personalità e svolge ricerche nel campo dell’innovazione applicata alla gestione documentale nelle pubbliche amministrazioni. È membro di numerosi comitati tra i quali il comitato scientifico della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, il Comitato direttivo dell’Associazione Bianchi Bandinelli e il Comitato per l’Edizione nazionale delle opere di Gramsci. È anche consulente al progetto Archivi della città di Bologna della Fondazione Cassa di risparmio di Bologna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Ancora, è nel Comitato nazionale Italiane al voto e nel comitato scientifico del progetto Archivi storici dell’Amministrazione provinciale di Arezzo. La ritroviamo anche nel comitato scientifico per la valorizzazione dell’archivio di Robert Katz presso il Comune di Pergine e nel Comitato scientifico del Centro per la cultura d’impresa di Milano. Molto impegnata anche come scrittrice, ha al suo attivo tantissime pubblicazioni tutte legate al mondo della politica e degli archivi per quanto lei si sia sempre mantenuta lontana dal mondo della politica attiva.

La vita privata di Linda

Linda Giuva con il marito chi e - meteoweek
Linda Giuva con il marito chi e – meteoweek

Linda Giuva è sposata con Massimo D’Alema e con lui ha due figli, Giulia e Francesco. Nel 2008 compra col marito un’azienda agricola in Umbria tra Narni e Otricoli. Nonostante le polemiche nate attorno a questa decisione, la donna vuole portare avanti l’attività per dimostrare che è tutto solo frutto di duro lavoro. Dopo quattro anni imbottigliano il loro primo rosso che porta un nome, Sfide, che è il simbolo di ciò che la stessa azienda è.