Nave Open Arms, si allo sbarco nel porto di Taranto. Avviata la ricollocazione.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:38

Nave Open Arms, si allo sbarco nel porto di Taranto: la Ong lo ha confermato su Twitter, dichiarando una settantina di migranti a bordo. La navigazione è impossibile a causa delle condizioni meteo avverse. Avviato il processo di ricollocazione.

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Open Arms, si allo sbarco nel porto di Taranto. Avviata la ricollocazione

Nave Open Arms, si allo sbarco nel porto di Taranto, dopo che Malta aveva già respinto la richiesta di attracco della Ong. Ieri la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, aveva affermato che l’Italia avrebbe con ogni probabilità fornito un porto sicuro. Riccardo Gatti, capo-missione a bordo della Open Arms aveva twittato: “Continuiamo a chiedere che le persone vedano rispettati i loro diritti, stabiliti dalle convenzioni internazionali e dal diritto marittimo”. Aggiungendo:  “Settantatré persone in balia del maltempo, a bordo ci sono bambini piccoli, persone con ferite da arma da fuoco e ustioni gravi, 26 ragazzi che viaggiano da soli. Hanno già attraversato l’inferno, l’Europa dimostri di rispettare la loro dignità”.

Gatti ha spiegato nel dettaglio la situazione: “A bordo abbiamo una situazione molto critica, abbiamo un ragazzo a cui hanno sparato. Dobbiamo richiedere l’evacuazione. Abbiamo anche persone con delle forti ustioni dovute alla benzina, abbiamo 26 minori in totale di cui 24 non accompagnati”. Trovandosi ieri nella zona della costa orientale siciliana la nave si è dovuta proteggere dal maltempo che si è abbattuto sul Paese in questi giorni. Ha ricevuto l’autorizzazione ad entrare nelle acque territoriali italiane per ripararsi. Ieri, domenica 24 novembre, sono stati trasferiti ad Augusta, vicino a Siracusa, 11 dei migranti bordo. Si tratta di bambini con le famiglie e dei feriti.

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Nave Open Arms, si allo sbarco nel porto di Taranto ma subito avviata la procedura per la ricollocazione a livello europeo dei migranti. La procedura vale sia per la Open Arms che per la Aita Mari,  nave dell’ Ong basca Salvamento Maritimo Humanitario (Smh). Anche questa aveva chiesto un porto sicuro per le 78 persone a bordo, soccorse nel Mediterraneo. La richiesta di ridistribuzione è stata presentata dai quattro Paesi che hanno  il pre-accordo de La Valletta: Italia, Germania, Francia e Malta. Taranto e Pozzallo sono stati individuati quindi come porti di sbarco per i migranti, rispettivamente, della Open Arms e della Aita Mari.

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Nel frattempo anche la Ocean Viking, la nave delle Ong Sos Mediterranee e Medici senza Frontiere che aveva soccorso più di 200 migranti, è sbarcata invece nel porto di  Messina. Il ministero dell’Interno, spiega però che “per la prima volta” sono state “Italia, Germania, Francia e Malta” a chiedere “congiuntamente alla Commissione europea l’attivazione della procedura di ricollocamento dei migranti a bordo della Ocean Viking. È la prima volta che accade: l’intervento europeo viene sollecitato da tutti i Paesi che hanno condiviso il pre-accordo de La Valletta. È un passo significativo in vista di una gestione realmente solidale dei flussi migratori che interessano la rotta mediterranea”.