Violenza sulle donne: per il 24% della popolazione la causa è il modo vestire

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:15

Tornano le statistiche e i numeri a far parlare dei casi di violenza e abuso sulle donne. Secondo i dati Istat, per il 23,9% della popolazione la causa è il modo di vestire delle vittime.

violenza sulle donne scarpe

In una società in cui i casi di violenza sulle donne sono purtroppo una devastante realtà quotidiana – un fardello spesso nato e sopportato per amore – le statistiche continuano a rivelare una mentalità forse ancora più preoccupante di quel che possiamo immaginare.

Secondo quanto emerso dall’ultimo Report dell’Istat sui ruoli di genere, diffuso in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una percentuale non indifferente della popolazione ritiene che la causa degli stupri sia da ricollegare ai comportamenti e il modo di vestire delle donne, troppo provocante.

Per la precisione, sarebbe il 23,9% dei campioni intervistati a ritenere che le vittime siano in grado provocare gli abusi sessuali per via dei loro abiti, mentre addirittura il 39,3% è convinto che sempre le vittime abbiano sempre possibilità di sottrarsi a un rapporto non consenziente, se davvero non voluto. Un altro 15,1%, infine, pensa che una donna sia incline a subire abusi quando ubriaca o sotto effetto di stupefacenti, cause queste che la riterrebbero in parte responsabile.

Non solo violenza fisica

Stando sempre a quanto riportato dal rapporto, più di 6 milioni di donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: nel dettaglio, più di un milione di vittime ha subito stupri (652 mila) o tentati stupri (746 mila).

Tuttavia, oltre alla violenza fisica o sessuale le donne coinvolte in una relazione sono spesso inclini a subire maltrattamenti psicologici ed economici, come comportamenti di umiliazione, svalorizzazione, controllo ed intimidazione, se non addirittura veri e propri atti di privazione o limitazione nell’accesso alle proprie disponibilità economiche e famigliari.

Non tutti i violentatori usano quindi sempre e solo le mani: la violenza psicologica, così come anche lo stalking, sono un fenomeno pressante, seppur in forte calo rispetto ai dati raccolti nel 2006. Ad ogni modo, le statistiche del 2014 riportano come le violenze psicologiche più gravi (ovvero minacce, pedinamenti o segregazioni) riguardano l’1,2% delle donne in coppia, per un totale di 200 mila donne. E nella maggior parte dei casi nemmeno i figli, purtroppo, restano esclusi da questo inferno.