Aiello, candidato in Calabria per il M5S, tirato in ballo per un abuso edilizio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:45

Nuova bagarre intorno al Movimento 5 Stelle. A meno di 24 ore dalla sua candidatura alle regionali in Calabria, Francesco Aiello deve difendersi dalle accuse di abusivismo. E Di Maio si fa sentire

Aiello e la villa abusiva

Un nuovo grattacapo grillino. Il candidato alle regionali in Calabria, Francesco Aiello, dopo meno di 24 ore dalla sua candidatura è già finito nella bufera. Il docente Unical possiede una villa dichiarata “parzialmente abusiva e in parte da abbattere”. La vicenda è stata anticipata oggi da Repubblica.
Luigi Di Maio ha chiesto chiarimenti e, qualche ora dopo, è arrivata la difesa di Aiello. Il candidato alle regionali di gennaio ha gridato allo sciacallaggio e spiegato che la casa era stata costruita dai genitori, che poi avevano cercato una soluzione al problema. Soluzione, tuttavia, mai trovata.
La villa si trova a Carlopoli, in provincia di Catanzaro, ma prima il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno condannato Aiello e il fratello disponendo la demolizione di un piano. La villetta, edificata negli anni ’80′, sarebbe stata costruita violando la quota delle cubature previste.

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La vicenda risale alla fine degli anni ’80, quando i genitori del grillino avrebbero ampliato la cubatura prevista”. Soltanto nel 1999 il Comune si sarebbe ricordato di avviare la procedura per la revoca della concessione edilizia e “improvvisamente anche in casa Aiello ci si ridesta – scrive Repubblica -. Non per mettere le cose a posto, ma per bloccare l’iniziativa del Comune con un ricorso al Tar. Ma le cose non vanno come il grillino sperava e l’istanza viene respinta e “anche la richiesta di sanatoria viene accettata solo con lo sconto”.

Luigi Di Maio

Di Maio: “Aspetto chiarimenti”. La difesa di Aiello

Secondo quanto riporta il quotidiano la casa risulta “per lo più abusiva”. Nel corso della vicenda, durata un decennio, dopo vari esposti e sanatorie la villa è rimasta integra nonostante la decisione dei giudici sull’abbattimento del secondo piano, demolizione mai effettuata. Sulla questione interviene il capo politico dei 5 stelle, Luigi Di Maio, che interpellato dai giornalisti, commenta: “Ho letto come voi la notizia, aspetto chiarimenti”.
Il diretto interessato si difende: “Rispondo con serenità alle accuse di abusivismo edilizio rivoltemi il giorno successivo all’accettazione della candidatura a governatore della Calabria con il Movimento 5 Stelle”. E spiega che quell’abuso non sarebbe opera sua: “Negli anni ’80 furono i miei genitori a costruire il fabbricato in questione, con una volumetria superiore rispetto a quanto consentito dalle norme. A distanza di quasi 40 anni e proprio quando decido di mettermi a servizio della mia gente e della mia terra, mi viene dunque attribuita una responsabilità che non ho”.

Aiello dichiara di essere a conoscenza del problema da qualche anno. E che ha cercato una strada per risolverlo: “Ai tempi – continua Aiello – un vicino iniziò a produrre esposti per via della volumetria maggiorata, aspetto che mio padre aveva pensato di sanare acquistando, negli anni ’90, un terreno adiacente per asservirlo al fabbricato. Cominciai a occuparmi del caso – sottolinea il candidato governatore dei 5 Stelle – nel 2012. All’epoca mio padre soffriva di Parkinson e io dovetti assisterlo nel suo drammatico declino, successivo alla scomparsa prematura di mio fratello Domenico. Da allora ad oggi, da figlio mi sono trovato mio malgrado davanti a questo problema, che tutti i tecnici interessati avevano suggerito di risolvere utilizzando il terreno comprato da mio padre per asservirlo alla casa esistente. Le sentenze della magistratura amministrativa dicono che è il Comune di Carlopoli a dover indicare la strada alternativa. Nel merito l’ente non si è ancora pronunciato, benché sollecitato dal Tar della Calabria. Sto allora attendendo – sottolinea Aiello – l’ultima parola, che spetta al Comune. Pertanto nel merito ho agito correttamente: non ho imposto nulla, non ho condizionato nessuno e sto pazientemente aspettando di conoscere la decisione per un fatto che non ho commesso io. Ho voluto chiarire questa storia – conclude Aiello – per fermare lo sciacallaggio già partito contro la mia persona e in primo luogo per dovere di coscienza e di trasparenza rispetto all’opinione pubblica e soprattutto ai calabresi. Mi auguro – conclude – che in questa campagna elettorale nessuno ripudi il buon senso e il ragionamento, fondamentali nella vita pubblica e in quella di ciascuno”.