Il Papa accoglie quarantatre migranti di lesbo insieme alla comunità di S.Egidio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:02

Nuova iniziativa del Pontefice a distanza di tre anni sull’isola greca

Dopo le tre famiglie di siriani musulmani, in tutto dodici persone, portati con sé sull’aereo di ritorno dalla visita all’isola di Lesbo di tre anni fa, ora il Pontefice, Francesco I, fa portare in Italia sempre dall’isola greca altri quarantatrè profughi di varie nazionalità, che come nell’altro caso saranno accolti dalla Santa Sede insieme alla Comunità di Sant’Egidio. Oggi il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, è tornato sull’isola insieme ad alcuni responsabili della Comunità di Sant’Egidio, e rientrerà a Roma mercoledì prossimo, quattro dicembre, con un gruppo di trentatre migranti. Entro fine dicembre altri dieci profughi verranno accompagnati in Italia, dando così inizio alle procedure necessarie per la richiesta di protezione internazionale.

A tre anni dall’ultima visita del Papa all’isola di Lesbo e dalla sua decisione di riportare con sé le famiglie siriane,  lo scorso maggio il pontefice ha chiesto a Krajewski di tornare nell’isola greca per rinnovare la solidarietà al popolo greco e ai profughi e, anche in questa occasione, ha espresso il desiderio di compiere un ulteriore gesto di solidarietà e ospitare un gruppo di giovani profughi e alcune famiglie provenienti dall’Afghanistan, Camerun e Togo. “Dopo un intenso periodo di trattative ufficiali tra gli organismi competenti al fine di realizzare questo nuovo corridoio umanitario, il ministero dell’Interno italiano ha dato l’assenso definitivo a svolgere l’operazione”, spiega una nota dell’Elemosineria. L’accoglienza dei quarantatrè profughi in arrivo sarà, anche in questo caso, a carico della Santa Sede, attraverso l’Elemosineria Apostolica, e di Sant’Egidio.

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L’accoglienza a trentatre rifugiati di diversa nazionalità, così come quella prevista per altri dieci nei prossimi giorni, in accordo col ministero dell’Interno, “ha l’obiettivo di offrire un futuro a chi vive – molti ormai da lungo tempo – nei campi profughi nell’isola greca”. Dopo la visita dello scorso maggio con l’Elemosineria Apostolica, Sant’Egidio aveva organizzato d’estate tra i mesi di luglio ed agosto, una presenza di volontari a Lesbo e a Samos per manifestare, attraverso varie iniziative, la sua solidarietà ai profughi presenti nelle due isole.

Lo scorso settembre in visita alle isole Mauritius, il Pontefice avevainvitato i fedeli “ad accettare la sfida dell’accoglienza e della protezione dei migranti che oggi vengono qui per trovare lavoro e, per molti di loro, migliori condizioni di vita per le loro famiglie. Abbiate a cuore di accoglierli – aveva continuato Francesco I – come i vostri antenati hanno saputo accogliersi a vicenda, quali protagonisti e difensori di una vera cultura dell’incontro che consente ai migranti di essere riconosciuti nella loro dignità e nei loro diritti”.