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Allarme Big One Ingv: “a Catania potrebbe arrivare un terremoto catastrofico”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:02
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Non è da escludere la possibilità che arrivi il “big one“, un terremoto catastrofico della portata di quello del 1693 che rase al suolo la città di Catania.

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L’Etna potrebbe causare un terremoto “catastrofico”

La terra trema in Toscana e le previsioni dell’Invg di Catania sono a dir poco allarmanti.

“Non è da escludere la possibilità che arrivi il “big one“, ovvero un terremoto catastrofico della portata di quello del 1693 che rase al suolo la città di Catania”. Queste le parole del vulcanologo dell’Istituto Nazionale di Vulcanologia di Catania, Mario Mattia, che ha poi specificato che tuttavia non è possibile prevedere quando si verificherà.

L’affermazione deriva dallo studio geologico della zona che non è cambiata, così come gli sforzi delle faglie, pertanto per lo studioso non è fantascientifico pensare che si possa verificare un terremoto come quello del ‘600.

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Il vulcanologo ha affermato che l’ultimo evento sismico, che provocò purtroppo 13 vittime nella zona di Carlentini nel 1990, è un esempio di quanto può accadere. Poi ha sottolineato che quello fu un sisma relativamente piccolo che in altre parti del mondo non avrebbe causato danni.

Poi, lo studioso dell’Ingv Catania, ha parlato della situazione delle città di Catania, Ragusa e Siracusa che, in questi anni, hanno subìto una edificazione dissennata, rendendole estremamente vulnerabili a eventi calamitosi simili a quello del 1693, ove la magnitudo fu di 7.5.

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Il vulcanologo ha sottolineato, inoltre, che l’impatto sarebbe devastante nel nostro territorio e che bisogna convivere con questo rischio, facendo naturalmente prevenzione.

L’esperto, parlando dello “stato di salute” dell’Etna, ha spiegato come il vulcano sia in una fase abbastanza attiva e che i cittadini in questi giorni noteranno un forte degassamento da tutti i crateri. Questo fenomeno – spiega il vulcanologo – indica che il magma è a livelli superficiali. Per concludere, lo studioso ha spiegato che non bisogna creare nessun allarmismo anche se questo fenomeno fa pensare che nei prossimi mesi o anni vi potrebbe essere un’eruzione della quale non si può prevedere l’entità.