Sea Watch il video drammatico per la giornata mondiale dei diritti umani

Un video struggente che mostra una bambina che cerca di risalire in superfice per poi annegare,  per la giornata mondiale dei diritti umani.

La morte per annegamento dura quanto questo video. Settantuno anni fa, è stata adottata la Dichiarazione universale dei diritti umani. Oggi, l’Ue cerca di fermare la migrazione al costo di vite umane. Oltre 1200 persone sono morte nel 2019 attraversando il Mediterraneo”. Così su Twitter la Ong Sea Watch, che, nella giornata per i diritti umani, posta il video di una bimba che, in mare, cerca di risalire in superficie per poi annegare. Il video dura un minuto e 14 secondi. “Per annegare ci vuole un tempo pari alla durata di questo video”, si legge nelle didascalie. E ancora: “Aiutaci a fermare il massacro”.

Il caso della nave, ferma al largo di Lampedusa fece discutere, quando la capitana Carola Rackete, forzò il divieto di ingresso nel porto dell’isola e sbarcò con ha bordo quaranta migranti. Immediatamente dopo l’ingresso nel porto, la Guardia di Finanza salita a bordo dell’imbarcazione hanno tratto in arresto la donna, con l’accusa di resistenza o violenza contro nave da guerra, un reato che prevede la pena da tre a dieci anni, oltre al reato di tentato naufragio.

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Nonostante tutto, quel giorno, appena scesa dalla nave, la capitana Carola Rackete fu accolta da applausi ed ovazioni da un gruppo di attivisti e dal parroco di Lampedusa Carmelo La Magra, che da settimane, prima di quel giorno, dormiva sul sagrato della chiesa in segno di solidarietà.

In merito alla questione, forte fu anche il dibattito politico seguente. “Comportamento criminale della comandante della SeaWatch, che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di Finanza – aveva tuonato l’allora ministro dell’interno Matteo Salvini – avevamo chiesto l’arresto di una fuorilegge, la multa per questa Ong straniera, il sequestro della nave, che ha finito di andare in giro per il Mediterraneo a infrangere leggi, e la distribuzione di tutti gli immigrati a bordo in altri paesi europei e quindi abbiamo fatto bene a chiedere che le leggi fossero rispettate. Mi sembra che giustizia sia fatta.

Dal canto suo il Premier Giuseppe Conte aveva dichiarato :”non voglio sostituirmi alla magistratura a cui spetta applicare le nostre leggi. Leggi che ci sono, piacciano o non piacciano”. Ricordando inoltre che ricordando che “n qualità di presidente del Consiglio, a me spetta la responsabilità di richiamare tutti al rispetto delle leggi”