Spara ai ladri, gioielliere condannato a 13 anni. Salvini: “Vergogna!”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:43

Il gioielliere uccise due ladri che avevano assaltato il suo negozio e minacciato la moglie con un’arma da fuoco: condannato oggi a 13 anni di reclusione dalla Corte d’assise di Catania. Severa la replica di Salvini: “Questa è una vergogna”.

gioielliere Guido Gianni

Il fatto è accaduto il 18 febbraio del 2008, ben 11 anni fa, ma solo oggi è arrivata la sentenza definitiva. Era sera quando Guido Gianni, gioielliere di 57 anni, per difendere sua moglie e la sua attività di Nicolosi (in provincia di Catania) dall’assalto di due ladri, impugnò l’arma e fece fuoco verso di loro, uccidendone due e ferendone un terzo.

Oggi, però, è arrivata la sentenza: 13 anni di reclusione per il gioielliere. Il pm aveva chiesto una condanna a 17 anni, tuttavia i legali dell’uomo ne avevano chiesto l’assoluzione appellandosi alla legittima difesa. I giudici, tuttavia, non hanno accolto la proposta della difesa; e anzi, oltre alla condanna, hanno anche previsto un risarcimento alle parti civili, ovvero i familiari dei due ladri uccisi.

La dinamica e l’accusa

Secondo l’accusa non si tratterebbe affatto di legittima difesa. Come riportato dai legali dei ladri, il gioielliere avrebbe infatti prima ingaggiato una colluttazione e sparato un primo colpo che ha ferito uno dei banditi; successivamente, avrebbe esploso i colpi di pistola mentre gli altri ladri, complici di quello rimasto a terra, erano in fuga, colpendoli per questo alle spalle.

La tesi sostenuta dai legali di Guido Gianni, tuttavia, prevede che il gioielliere ha sparato ai banditi in fuga poiché, data la situazione e dato quanto accaduto poco prima, la sua vista era “offuscata”. Ma ai giudici non è sembrata credibile.

gioielliere Guido Gianni

Le dichiarazioni del gioielliere e di Matteo Salvini

Guido Gianni si è detto incredulo di quanto successo. “L’incubo non è mai finito. Prosegue come quel famoso sogno dal quale uno si vorrebbe risvegliare. Purtroppo quando un cittadino si trova nei guai per volontà degli altri viene punito perché come ha detto il pubblico ministero, io da vittima mi sono trasformato in carnefice. Quindi la vittima, che sono io, va a processo”.

E prosegue, dichiarando ai giornalisti di AdnKronos: “Non mi è mai passato per la testa e non ho mai agito volontariamente, ma a quanto pare nessuno l’ha recepito. Come è possibile logicamente accusare qualcuno di voler fare del male se non ce n’è motivo? Se tu scappi io non ho motivo di seguirti. Dove sta la mia volontarietà di fare del male? Io sono stato sempre ligio alle leggi ma se la legge dice che io sono colpevole, io sono colpevole. Sono stato condannato. Per quale motivo, però, non lo so”.

Il gioielliere ha poi concluso con un messaggio di rassegnazione: “Io non ho ucciso qualcuno che, poverino, stava attraversando la strada. Per il rimorso mi sarei ucciso anch’io. Ma mi vogliono condannare e in questo caso ben venga la condanna”.

Duro anche il commento di Matteo Salvini in merito alla questione. Il leader del Carroccio ha infatti esordito con: “Vergogna! La ‘giustizia’ italiana condanna alla galera il commerciante aggredito nel 2008 a Nicolosi, in Sicilia, con la moglie minacciata di morte… Io sto con chi si difende, sempre”.

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