Regno Unito, aperte le urne per un voto storico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:20

Lunghe file alle urne per le elezioni in Regno Unito. Un voto storico, da cui dipende la Brexit, il futuro del paese e quello dell’Europa.

Era dal 1923 che nel Regno Unito non si votava in dicembre. Un periodo dell’anno insolito per un appuntamento elettorale decisivo. Dopo il referendum di tre anni fa, che diede il via alla Brexit, quello di oggi è probabilmente l’appuntamento elettorale più importante. Non si tratta solo di scegliere tra i conservatori di Boris Johnson (primo ministro uscente) e i laburisti di Jeremy Corbyn. Il voto è, di fatto, un secondo referendum sull’uscita dall’UE.

Boris Johnson, che è favorito, ha le idee chiare: se vince, l’appuntamento con la Brexit è il 31 gennaio 2020. Non è un caso che il suo slogan elettorale sia “Get Brexit done”. Dall’altra parte, Corbyn in caso di vittoria vuole indire un secondo referendum e verificare la reale volontà del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea. Un confronto diretto, che porterà il paese in due direzioni molto diverse.

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E’ per questo che l’appuntamento elettorale di oggi è percepito, appunto, come un evento storico. Così lo definiscono due tra i più importanti giornali: per il Guardian è una “scelta storica”, per il The Indipendent un voto “veramente storico”. Le lunghe file alle urne che stanno caratterizzando la giornata indicano che anche per gli elettori il momento è delicatissimo.

Il leader dei conservatori, Johnson, punta ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. Solo così sarebbe possibile puntare dritti alla Brexit nei modi che lui ritiene quelli giusti. E cioè senza perdere tempo. Anche perchè ripetere l’esperienza della precedente premier, Theresa May, sarebbe suicida. Nel 2017, dopo aver indetto lei stessa le elezioni, non riuscì ad ottenere la maggioranza. I conservatori furono costretti a trovare un accordo con gli unionisti, e non andò bene.

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I sondaggi danno ragione a Johnson, ma Corbyn non parte sconfitto. Sarà una battaglia all’ultimo voto, almeno così sembra dopo la campagna elettorale. E comunque così ha chiesto Boris Johnson, “lottare per ogni voto”. Mentre Corbyn fa riferimento alla sanità pubblica e sopratutto alla necessità di un cambiamento radicale. Le urne chiuderanno alle 22, in Italia le 23. 

 

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