Pietro Genovese: “Gaia e Camilla non le ho viste, sono passato con il verde”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:38

Dopo il tragico incidente stradale che ha visto morire due ragazze di 16 anni, Gaia e Camilla, parla Pietro Genovese, il ragazzo che le ha investite con il suo suv.

“Sono passato con il verde, non le ho viste”. Così Pietro Genovese parla dopo la tragedia che lo ha coinvolto nell’incidente cha ha portato alla morte due ragazza di sedici anni, Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann. Sabato notte, infatti, il ragazzo (20 anni), figlio del regista Paolo Genovese, ha investito con il suo Suv le due ragazze, mentre attraversavano la strada in corso Francia, a Roma. L’ultimo Sms di Camilla alla madre è stato: “Sto tornando a casa“.

Genovese era da poco uscito da una cena con alcuni amici ed era diretto ad una festa nel quartiere Flaminio. È stato trovato positivo ad alcol e stupefacenti e ora rischia fino a 18 anni di carcere per il doppio omicidio stradale. “Pietro- raccontano gli amici del ragazzo – è un ragazzo molto intelligente, molto in gamba ed esperto di musica elettronica. È stato sfortunato”.

Leggi anche: Sanità, abolito il super ticket. Speranza: “Così tuteliamo il diritto alla Saluta”

Leggi anche: Tragedia di Roma, Matteo Salvini: “La droga uccide”

Sulle pagine del Messaggero, anche la sorella di Genovese si stringe intorno al fratello: “Pietro non ha bevuto né fumato, non era al telefono (che è stato requisito per analizzare se nei momenti prima fosse stato distratto dallo smartphone, ndr)”. “C’era il verde – ribadisce la ragazza – ed è passato com’è giusto che sia”. Pietro in quei momenti infernali è “rimasto sotto la pioggia in lacrime, aspettando i soccorsi e i miei genitori. Siamo distrutti per quelle povere ragazze“.

Una delle due ragazze rimaste uccise nell’incidente stradale, Camilla, quella sera, poco prima dell’incidente aveva mandato un sms alla madre con scritto: “Mamma tranquilla, sto tornando”. La donna, non vedendo la figlia rientrare ha chiamato la figlia maggiore per localizzare il cellulare della sorella più piccola, accoppiato con il suo, che era fermo in corso Francia. La signora è poi uscita di casa per recarsi nella zona segnalata, fino a quando non si è ritrovata davanti a tanta gente e alla polizia municipale, a cui ha riferito di essere la madre della ragazza. “Dovevo morire io, non lei a sedici anni. È ingiusto. Una vita spezzata, avevamo tanti progetti”, ha affermato la donna piena di dolore.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui