Facebook contro Casa Pound: la guerra continua, presentato il reclamo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:26

La guerra fredda tra Facebook e Casapound prosegue senza esclusione di colpi: il social network ha presentato reclamo contro l’ordinanza del Tribunale di Roma che il 12 dicembre gli aveva ordinato di riattivare la pagina del partito.

Facebook contro Casa Pound: la guerra continua, presentato il reclamo – meteoweek

Leggi anche –> Casapound, la pagina Facebook è di nuovo online

Un’ordinanza del Tribunale di Roma del 12 dicembre aveva intimato a Facebook di riaprire la Pagina Facebook di CasaPound. La disattivazione era avvenuta il 9 settembre scorso. Oggi presenta ricorso contro quella sentenza. “Non vogliamo che le persone o i gruppi che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono utilizzino i nostri servizi, non importa di chi si tratti – commenta un portavoce di Facebook -. Per questo motivo abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose che vieta a coloro che sono impegnati in ‘odio organizzato’ di utilizzare i nostri servizi. Partiti politici e candidati, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia

Leggi anche –> Casapound vince la battaglia contro Facebook e riapre la sua pagina

Facebook presenta ricorso contro la sentenza per la riattivazione della Pagina di CasaPound – meteoweek

Ci sono prove concrete – ha detto il portavoce di Facebook – che CasaPound sia stata impegnata in odio organizzato e che abbia ripetutamente violato le nostre regole. Per questo motivo abbiamo presentato reclamo contro l’ordinanza del Tribunale di Roma“.

La Pagina Facebook di CasaPound era stata disattivata a settembre – meteoweek

I reclami di Facebook sembrano scritti da un militante dei centri sociali“, ha commentato invece Davide Di Stefano, uno dei leader di Casapound, “Noi non facciamo ‘odio organizzato’ e non può essere Facebook a stabilire chi parla e chi no, è lo Stato a dire se siamo illegali. Del resto il giudice dice che noi rispettiamo la Costituzione. E ricordo che ci siamo anche presentati alle elezioni. Purtroppo i big di internet, come Facebook, non sono un campo neutro: incarnano l’ideologia liberal degli editori della sinistra mondiale. Mi chiedo perché la pagina di Chef Rubio, il quale ha fatto un post vergognoso contro la polizia, non sia stata rimossa“.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui