Monteu Da Po: “non ho i soldi per bollette e metano auto, chiudo la Chiesa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:44

A Monteu da Po la parrocchia è in crisi: mancano fedeli e fondi. Il contatore del gas è sigillato per un debito di 6 mila euro e il parroco si dispera e chiede aiuto.

Don Piero Massaglia

E’ riuscito a celebrare la Messa di Natale nonostante i brividi per il freddo, ma la situazione sta diventando insostenibile, per lui e per i suoi fedeli. La mancanza di riscaldamento in Chiesa non ferma il coraggio di Don Piero Massaglia, ma essere “moroso” per una bolletta impagata da seimila euro non era certo il sogno della sua vita. «Non ho i soldi per pagare le bollette – dice a malincuore il parroco della chiesa intitolata a San Giovanni Battista – così non riesco più ad andare avanti». Monteu da Po è una piccola comunità di soli 854 abitanti, si trova sulla collina Chivassese, ai confini con la provincia di Asti.

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Da giorni la sua chiesa è al freddo perché il contatore dell’energia è stato sigillato a causa di un debito intorno ai 6 mila euro. Non c’è il riscaldamento nonostante don Piero abbia provato ad estinguere il debito con un piano di rientro. Don Piero Massaglia, 53 anni, è parroco dal 2005. Vive a Cocconato d’Asti e ogni giorno si sposta in auto perché la casa parrocchiale è inagibile. «Per viverci andrebbe ristrutturata -spiega – ma i soldi sono pochi e ho anche qualche difficoltà a mettere gasolio nella mia auto. Del resto come faccio con uno stipendio di appena mille euro. Le poche offerte non riescono a coprire le spese anche perché qui i fedeli rappresentano una minoranza: circa l’8% della popolazione»

La chiesa rischia di chiudere per il freddo e le spese, Don Piero lancia un appello

«Chiedo che qualche privato ci aiuti. Servirebbe l’intervento di un benefattore perché la chiesa ha bisogno di un restauro. Qualcuno salvi il patrimonio religioso e culturale di questa piccola Comunità». E continua: “dover chiudere la chiesa di San Giovanni Battista sarebbe un danno per tutti. L’altare si sgretola sempre più, i cavi della luce e della corrente scorrono sulle pareti in barba alla norme di sicurezza. Per i fedeli non ci sono nemmeno i servizi igienici”.

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La chiesa risale al XV secolo quando avvenne l’unione delle due parrocchie d’Industria e Monteacuto. Fu incendiata nel 1625 dagli Spagnoli e ricostruita tra il 1631 e il 1636 con il materiale dell’antica casa forte che sorgeva a destra dell’attuale casa parrocchiale, ruderi ancora visibili dove c’è un bellissimo stemma in pietra di Monteu. E’ di stile barocco con 3 navate: l’artistico altare maggiore è costruito in sette qualità di marmo.
Negli anni è stata anche oggetto di furti. Dall’altare della navata sinistra nei primi anni settanta è stata rubata la statua della Madonna del Rosario. E nel 2006 qualcuno portò via dal battistero del ‘600 i pannelli con le figure scolpite.
Eppure, nonostante le avversità, don Piero ha cercato di coinvolgere la Comunità. Con il catechismo, e i ragazzi autori di un presepe allestito sotto l’altare. Fino ad oggi le funzioni sono state garantite: una al sabato e due la domenica pomeriggio; nei feriali il martedì e il venerdì pomeriggio. Ma le nubi sul futuro incombono.

 

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