Istat: in Italia famiglie più piccole e calo delle nascite

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:36

Secondo l’annuario italiano 2019 dell’Istat, in Italia le famiglie sono sempre più piccole. Con il continuo minimo storico di nascite, il Belpaese è fra i paesi più vecchi al Mondo.

L’Istat pubblica l’Annuario italiano 2019 che descrive il Belpaese in tutti i suoi fenomeni in atto. Da una prima lettura, si evince che gli stipendi sono tornati a salire. “Dopo una fase di decelerazione che perdurava da nove anni, le retribuzioni contrattuali orarie nel totale economia sono tornate ad aumentare (+1,5%). Tale variazione è stata determinata per più di due terzi dai miglioramenti economici intervenuti nell’anno. Il contributo maggiore è derivato dagli aumenti retributivi previsti per la quasi totalità dei dipendenti pubblici (+2,6%) dopo il blocco contrattuale che si protraeva dal 2010”

Famiglie più piccole. Le famiglie aumentano di numero ma hanno sempre meno componenti: “Le famiglie, 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole”. In Italia, il “numero medio di componenti è passato da 2,7 (media 1997-1998) a 2,3 (media 2017-2018) soprattutto per l’aumento delle famiglie unipersonali che in venti anni sono cresciute di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33,0% nel 2017-2018, ovvero un terzo del totale delle famiglie”, spiega l’Istituto.

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Le famiglie in condizione di povertà assoluta sono un milione 822 mila, ovvero il 7%, per un totale di oltre 5 milioni di individui poveri. Le situazioni più difficili, risultano quelle dove è presente un solo genitore, soprattutto se minori e raggiunge un minimo fra gli over.

Il calo delle nascite continua ad essere un dato certo: i nati vivi, che nel 2017 erano 458.151, nel 2018 sono passati ad essere 439.747: minimo storico dall’Unità d’Italia. In media, i figli sono 1.32 per donna. Il numero dei decessi nel 2018 è diminuito, raggiungendo le 633.133 unità, quasi 16 mila in meno rispetto all’anno precedente. In salita anche l’aspettativa di vita: 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine, nel 2018. L’insieme di queste dinamiche – sottolinea Istat – rende l’Italia uno dei Paesi più vecchi al mondo, con 173,1 persone con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni al 1 gennaio 2019.

Fra i dati che preoccupano, troviamo la ripresa dell’affollamento delle carceri: “I detenuti presenti nelle strutture penitenziarie per adulti alla fine del 2018 sono 59.655, in aumento rispetto al 2017 (+3,6%). Dopo un deciso calo (-23,2% nel periodo 2010-2015) delle presenze in carcere, anche a seguito di una serie di misure normative poste in atto allo scopo di ridurre il ricorso alla detenzione in carcere, si nota dunque un preoccupante segno di ripresa (+16% tra la fine del 2015 e il 30 giugno 2019)”.

In Italia, il pasto principale è il pranzo: “L’Italia è ancora lontana da un’ampia diffusione del modello basato sul pasto veloce consumato fuori casa. I dati relativi al 2018 evidenziano che il pranzo costituisce, infatti, ancora nella gran parte dei casi il pasto principale (66,8% della popolazione di 3 anni e più) e molto spesso è consumato a casa (71,9%), permettendo così una scelta degli alimenti e una composizione dei cibi e degli ingredienti più attente rispetto ai pasti consumati fuori casa”.

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