Modena, collezionano e scambiano foto di nudo di ragazzine come fossero figurine

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:28

Siamo a Modena, dove 6 giovani studenti delle superiori sono indagati ora per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Chiedevano foto di nudo alle amiche ignare, e le catalogavano come figurine da collezione.

cellulari - ragazzi

A rendere nota la notizia è l’edizione modenese del Resto del Carlino. Un gruppetto di 6 ragazzi, tutti studenti studenti delle scuole superiori di Modena (2 maggiorenni e 4 minorenni, hanno dai 16 ai 20 anni) sono ora indagati dalla Procura di Bologna. Nei loro computer sono state trovate oltre 250 fotografie di giovani, la metà delle quali minorenni, nude o in atteggiamenti provocatori.

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Modena, i fatti risalgono al 2018

I ragazzi avrebbero raccolto e collezionato con l’inganno le foto sexy di alcune loro amiche, ignare del giochino piccante dei loro compagni. “Ce l’hai quella dove si vede il seno? E tu ce l’hai quella mentre fa il bagno nella vasca?”, quasi a scambiarsi delle figurine da collezione.

Peccato che si tratti un reato gravissimo. Ora i ragazzi sono infatti indagati della Procura di Bologna e della procura minorile per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Il fascicolo, dopo le indagini condotte dai carabinieri, è ormai vicino alla chiusura.

La prima denuncia era stata presentata tempo fa, quando un genitore di una delle giovani vittime trovò delle immagini di nudo salvate sul cellulare della figlia. A quel punto, la ragazza avrebbe riferito di averle inviate ad amici per gioco, ignara di quello che stava realmente accadendo alle sue spalle – e a quelle di altre minorenni.

Le foto potrebbero essere state vendute

In merito al caso, si è espresso il legale di due degli indagati, Fausto Giannelli. Come dichiarato dall’avvocato, “nel corso degli interrogatori i giovani hanno ammesso le proprie responsabilità, e si va verso la chiusura indagini. Fortunatamente gli scatti non sono finiti in rete: il materiale era all’interno di una cartella condivisa”.

Tuttavia, c’è la possibilità che le foto prese con l’inganno siano state usate per scopi ulteriori. Come sottolinea Giannelli, infatti, “quel che la procura di Bologna vuole capire è se le foto siano state eventualmente vendute ed è stato incaricato un consulente per effettuare una super perizia informatica. L’obiettivo è quello di individuare la scia informatica: dagli smartphone fino al pc”.