Santo e Onomastico del giorno 26 gennaio. San Timoteo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:04

Per il Santo e l’Onomastico del giorno 26 gennaio, si celebra e festeggia San Timoteo. San Timoteo è il destinatario di due lettere scritte da San Paolo.

Il Santo di oggi, 26 gennaio, è San Timoteo. E’ venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che ne celebra la memoria il 26 gennaio, e dalla Chiesa ortodossa, che lo ricorda il 22 gennaio. San Timoteo è il destinatario di due lettere scritte da San Paolo incluse nel Nuovo Testamento. Il nome Timoteo deriva dal greco e vuol dire letteralmente colui che onora Dio. Nelle immagini sacre è rappresentato spesso con il bastone pastorale. Il suo martirologio romano recita: “Memoria dei santi Timoteo e Tito, vescovi, che, discepoli di san Paolo Apostolo e suoi collaboratori nel ministero, furono l’uno a capo della Chiesa di Efeso, l’altro di quella di Creta; ad essi sono indirizzate le Lettere dalle sapienti raccomandazioni per l’istruzione dei pastori e dei fedeli”.

Leggi anche -> Papa Francesco lancia la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali

La maggior parte delle notizie che lo riguardano si ricavano dagli Atti e dalle lettere paoline. San Timoteo è nato in Asia Minore da padre greco e da madre giudea. Convertito durante il primo viaggio di Paolo, fu scelto dallo stesso come compagno all’inizio del suo secondo viaggio e fu fatto circoncidere per rispetto dei giudei e dei giudeo-cristiani di quelle zone. Insieme con Paolo e Sila, Timoteo attraversò tutta l’Asia Minore fino alla Troade e giunse da qui in Macedonia. In seguito raggiunse Paolo ad Atene da dove venne mandato alla giovane Chiesa di Tessalonica. San Timoteo ritrovò Paolo a Corinto, gli riferì i risultati della sua missione a Tessalonica e collaborò con lui all’evangelizzazione di quella città. Altre notizie di Timoteo si riferiscono al terzo viaggio di Paolo, lo troviamo insieme a Efeso. Da Efeso Paolo lo inviò in Macedonia e a Corinto insieme con un certo Erasto. Altre notizie su Timoteo le fornisce Eusebio che nella sua Storia ecclesiastica lo indica come primo vescovo di Efeso. Qui sarebbe morto lapidato per aver pubblicamente condannato il culto al dio pagano Dioniso intono al 97 d.C.