Odio l’estate | Aldo, Giovanni e Giacomo ci parlano del loro nuovo film

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:13

Presentato oggi alla stampa, nella sede romana del Cinema Adriano, il decimo film dal titolo Odio l’estate del celebre terzetto di comici Aldo, Giovanni e Giacomo. Il film, che uscirà in 500 copie il 30 gennaio prossimo, è diretto da Massimo Venier e interpretato da un ricco cast che include oltre al trio comico anche Lucia Mascino, Carlotta Natoli, Maria Di Biase, e la partecipazione straordinaria di Massimo Venier e Michele Placido, nonché i brani del musicista Brunori Sas. Interpreti, regista, e produttori hanno parlato del film e di come è nata questa idea.

Odio l’estate, la stagione preferita del cinema italiano

D: L’estate è una delle stagioni favorite dal cinema italiano. Come avete ragionato in riferimento a questa stagione così tanto utilizzata?

M. Venier: Beh siamo partiti dal concetto opposto e dall’odio per l’estate. Noi volevamo raccontare una fase della vita e ci sembrava giusto farlo in questo modo, in questo momento e con loro tre. Si tratta di una fase in cui si sono perse alcune cose come la voglia, il divertimento, il piacere, e quella che da piccoli era una stagione che si aspettava con ansia, ora da adulti – per molti di noi – diventa addirittura un problema. Quindi abbiamo parlato delle persone che non hanno voglia di fare le vacanze e che odiano l’estate, ci serviva proprio di raccontare questo.

D: I tre protagonisti rappresentano tre fasce sociali di oggi. Come li collochereste politicamente?

Giacomo: Mah, non saprei. Noi sostanzialmente siamo nati apolitici e nei nostri film, nei nostri sketch, abbiamo sempre lasciato la politica sullo sfondo, e anzi non l’abbiamo proprio mai tirata in ballo. In questo film ci interessava come al solito rappresentare delle tipologie umane più che le loro scelte politiche. E quindi il borghese, il proletario sull’orlo del fallimento, il nullafacente, il “nulla-volente”. Come al solito noi ci divertiamo di più a tratteggiare caratteri umani.

Odio l’estate: un cast corale affiatato?

D: Voi attrici come vi siete inserite in questo terzetto comico così affiatato?

L. Mascino: Loro tre sono stati accoglienti e poi è stata una sorpresa lavorare insieme al trio. Io li ho sempre apprezzati per la loro comicità poetica e fisica. Secondo me c’è stato uno scambio, e alla fine credo che guidati da Massimo abbiamo messo tutti del nostro e questo ci ha fatto esplorare un altro territorio. E mi è sembrato che anche noi tre (personaggi femminili) abbiamo messo una qualcosa di importante nel film, forse perché noi loro li amavamo già e quando tu hai una predisposizione per un gruppo, un’apertura, è tutto molto più semplice.

Maria Di Biase: anche per me è stato abbastanza naturale recitare con loro, entrare nel trio, perché subito siamo entrati in simbiosi, sia comicamente che umanamente. C’era un bellissimo clima sul set e questa cosa ci permetteva di essere naturali, sciolte. E poi io quando sono in costume da bagno do sempre il meglio di me. (Risate). No, scherzo, lo dico perché io sono un’attrice invernale, non mi svesto mai e non mi vedrete mai più in costume. Comunque una commedia deve far ridere, e una buona commedia deve anche emozionare. Secondo me questa è una buona commedia perché emoziona e fa ridere. Recitare con tre miti della comicità è il massimo, e quindi sono super contenta, anche di aver lavorato con Brunori Sas, che personalmente adoro.

C. Natoli: va beh hanno già detto tutto quindi io posso solo dire il mio punto di vista. Noi siamo arrivate a lavorare con loro contente ed euforiche e spero che abbiamo portato anche noi qualcosa al film. Nel nostro lavoro ci sono delle esperienze artistiche e delle esperienze umane. Ovviamente, la cosa più bella è sperare sempre nell’esperienza umana che va oltre quella artistica. Io sono profondamente grata per questa opportunità. E trovo che nel film ci sia un equilibrio incredibile e che ogni personaggio di questo cast corale emerga, anche grazie alla regia di Massimo.

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D: tra voi tre, quando agli inizi vi siete conosciuti, l’alchimia è stata immediata come per i protagonisti del film?

Giovanni: beh tra noi c’è molta affinità comica; quando ci siamo incontrati all’inizio eravamo molto in sintonia, e quello che ci faceva ridere o interessava era molto simile.
Aldo: beh non proprio all’inizio perché lui (Giovanni) all’inizio mi detestava…
Giacomo: beh ci vuole tempo perché si crei una certa affinità. Io quando li ho visti ho pensato subito che avrei dovuto lavorare con loro, ma poi c’è voluto del tempo per convincerli…

D: Brunori Sas, com’è stata questa esperienza?

Brunori Sas: eh che dire, con Massimo il problema è stato che le musiche erano così belle che un po’ stavano prendendo il sopravvento. A un certo punto mi ha detto “guarda, qualcuna la dobbiamo togliere”. Così ho dovuto lavorarci e farle un po’ più brutte di come dovevano essere. (Risate). Al di là delle fesserie sono molto felice per due motivi: primo perché ad Aldo Giovanni e Giacomo devo tantissime risate fatte con mio padre, e chi mi fa ridere nella vita lo ringrazierò per sempre. Restavamo fino a tardi anche con la mia famiglia e con mio padre (che non c’era mai) a vedere Mai dire Gol e quindi era una gioia.
All’inizio, ero insicuro dell’idea di scrivere le musiche per un loro film perché chi mi conosce sa che io non faccio musica proprio da commedia, nel senso che faccio brani deprimenti (bisogna dire la verità). Però devo dire che la natura di questo film e questo tono agrodolce, che ho apprezzato molto, mi hanno fatto dire “ok lo posso fare”, e così ho cercato di inserire questi elementi. Da una parte la gioia e dall’altra una nota malinconica.