Scattano i sigilli per un imprenditore a Catania, sequestro milionario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:11

Domenico Signorelli, imprenditore di Misterbianco, è accusato di riciclaggio. Fatale è stato il suo coinvolgimento negli affari del clan Santapaola-Ercolano.

Arriva una svolta importante nell’ambito dell’inchiesta “Samael”, condotta dai Carabinieri di Catania. Nel mirino degli inquirenti è finito un noto imprenditore del capoluogo etneo, Domenico Signorelli. L’uomo è stato oggetto di un sequestro di proporzioni importanti nelle scorse ore. L’operazione è stata messa in pratica dai carabinieri del Ros catanese, che ha posto i sigilli alla sua attività.

In particolare, nel mirino delle forze dell’ordine è finita la Co.Invest, società in mano al noto imprenditore originario di Misterbianco. Questa società era infatti divenuta un importante strumento per gli affari condotti dal clan mafioso Santapaola-Ercolano. Signorelli è solo uno degli imprenditori che si è fatto da prestanome per alcune operazioni finanziarie da parte dei vertici di una delle famiglie più influenti negli ambienti mafiosi siciliani (e non solo).

Il momento della consegna del denaro da Ercolano a Signorelli – meteoweek.com

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La Co.Invest srl è una società che opera nel settore immobiliare a cui facevano riferimento alcuni beni già finiti nel mirino della magistratura. Immobili gestiti dalla società di Signorelli, infatti, erano stati oggetto di sequestro nel primo “atto” dell’inchiesta Samael, andato in scena lo scorso 9 dicembre. Nel corso delle indagini si è scoperto che l’imprenditore aveva acquistato quei terreni, sparsi tra Belpasso (in provincia di Catania) e Marina di Gioiosa in Calabria, grazie al denaro ricevuto da Aldo Ercolano. Stiamo ovviamente parlando di uno dei reggenti del clan mafioso che porta anche il suo nome.

Il denaro con cui Signorelli ha acquistato i beni immobili poi sequestrati, farebbero riferimento ad altri due elementi di spicco del clan. Stiamo parlando di Benedetto Santapaola e Giuseppe Cesarotti, anch’essi nel mirino degli inquirenti. Una volta scoperto il coinvolgimento diretto di Signorelli nell’inchiesta Samael, sono scattati per lui i sigilli ai beni personali e della società di cui è amministratore formale. L’intero assetto societario della Co.Invest srl è finito sotto sequestro, per un valore stimato dai carabinieri del Ros di Catania intorno ai 25 milioni di euro.