Virus cinese: negozi chiusi, impiegati in quarantena, viaggi cancellati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:12

Le grandi aziende mondiali in stato di emergenza per il coronavirus cinese: chiusi a Wuhan e nell’area di maggior contaminazione negozi, uffici, punti vendita. Evacuazione in corso degli impiegati, mentre viaggi e prenotazioni turistiche vengono cancellate.

Ormai è emergenza conclamata: il coronavirus cinese, che ha ucciso oltre 100 persone ed infettato almeno 4000, fa paura. Non solo ai comuni cittadini ed alle istituzioni: anche le multinazionali, i grandi brand, le aziende internazionali stanno correndo ai ripari. Facebook ha chiesto ai suoi impiegati di non viaggiare in Cina: chi ci è stato recentemente, deve lavorare da casa per una settimana. Evidente la paura di espandere un eventuale contagio. Anche due giganti del settore tecnologico cinese come Alibaba e Tencent ha imposto ai propri lavoratori di lavorare in casa e non uscire fino al due febbraio, quando terminerà il capodanno cinese.

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Anche Tiktok, l’azienda proprietaria dell’omonimo social network, sta imponendo forti restrizioni al suo staff: chi ha viaggiato durante le festività (sempre per il capodanno cinese, ndr) dovrà stare in quarantena per due settimane. La banca d’affari Standard Chartered ha addirittura cancellato tutti i viaggi di lavoro previsti verso la regione dell’Hubei e notevolmente diminuito quelli previsti in Cina e ad Hong Kong. Stessa decisione è stata presa dalla LG Electronics. La Nissan sta invece pianificando l’evacuazione di un gruppo di lavoratori giapponesi che erano stati inviati nella sede della Dongfeng Motor proprio nella città di Wuhan. Anche la Samsung sta inserendo protocolli di emergenza nella gestione dei lavoratori: almeno una settimana di quarantena in casa per chi ha recentemente visitato la Cina. La multinazionale farmaceutica Novartis ha cancellato tutti i viaggi di lavoro verso e da Wuhan e, per chi è stato in Cina, ha imposto un periodo a casa molto lungo: fino al 10 febbraio.

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Chiusi anche molti negozi: McDonald,s e Starbucks sono stati tra i primi a chiudere i loro punti vendita. H&M ha chiuso 45 negozi, bloccato ogni spostamento da e per la Cina ed imposto una quarantena di due settimane a chi recentemente è stato nel paese asiatico. La Walt Disney ha chiuso i parchi tematici di Shangai ed Hong Kong. Almeno otto compagnie aeree internazionali stanno cancellando voli da e per la regione di Hubei e addirittura da tutta la Cina.