Divina Provvidenza di Bisceglie, condannato ex senatore Forza Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:45

Condannato dal Tribunale di Bari un ex senatore di Forza Italia, Antonio Azzollini. Un anno e tre mesi per il reato di concorso in bancarotta relativo alla Divina Provvidenza di Bisceglie. L’ente ecclesiastico, ora in regime di amministrazione straordinaria, fu al centro di un processo per crac da 500 milioni

Antonio Azzollini

L’ex senatore di Forza Italia Antonio Azzollini è stato condannato ad un anno e tre mesi di reclusione (pena sospesa) per il reato di concorso in bancarotta semplice. Lo ha stabilito il Tribunale di Trani. Gli è stata contestata mancata tempestiva richiesta di fallimento, con l’ aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità. I fatti si riferiscono al processo sul crac da 500 mila euro dell’ ente ecclesiastico Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie. Quest’ultima è ora in regime di amministrazione straordinaria.

Azzollini, all’ epoca presidente della Commissione Bilancio del Senato, è stato assolto dai reati di induzione indebita a dare o promettere utilità e di bancarotta fraudolenta patrimoniale. Il giudice lo ha in questo caso assolto “perché il fatto non sussiste”. Come pena accessoria Azzollini è stato dichiarato “inabilitato all’esercizio di una impresa commerciale” per sei mesi. E’stato inoltre inibito, in quanto “incapace per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa”. Non c’è solo Azzollini nella lista delle condanne. Altri dieci imputati sono stati condannati a pene comprese tra i sette anni e gli otto mesi di reclusione.

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Condanne anche per falsa testimonianza

Antonio e Attilio Lo Gatto, padre e figlio, Ciro Dattoli. Tutti e tre ex dipendenti dell’ente ecclesiastico, oltre all ’ex consulente Nicola Pappalettera, risultano condannati per falsa testimonianza. Il Tribunale di Trani, nella sentenza sul crac della Casa della Divina Provvidenza, ha ordinato la trasmissione degli atti alla Procura a carico di queste quattro persone. Sentiti durante il processo, secondo i giudici avrebbero mentito. Le loro ricostruzioni e dichiarazioni spontanee sui fatti non coincidevano con le indagini appurate. In particolare, i Lo Gatto erano ritenuti i grandi accusatori dell’ex senatore Antonio Azzollini, condannato in questo processo per bancarotta semplice alla pena di 1 anno e 3 mesi di reclusione. Prove che non si sono materializzate sugli altri capi d’accusa, con l’ assoluzione dalla bancarotta fraudolenta e dal reato di induzione indebita.

L’accusa riguardava un presunto “atteggiamento di prevaricazione” dalla “portata intimidatoria” di Azzollini sull’allora madre superiora. Si rese protagonista della frase “da oggi in poi comando io”. Secondo il racconto in aula dei due testimoni Lo Gatto sarebbe stata pronunciata nel 2009 dall’ ex senatore di Forza Italia. Il Tribunale ha però giudicato insussistente questa accusa. Azzollini è stato così assolto dagli altri due reati contestati.

A dicembre 2019, lo stesso Azzollini è stato tra i protagonisti (poi assolto) nell’inchiesta sulla presunta maxitruffa da circa 150 milioni di euro legata alla costruzione del nuovo porto di Molfetta. L’ex senatore di Forza Italia è stato sindaco della città fino al 2013. Con lui furono assolti anche gli altri 27 imputati, tutti accusati a vario titolo di associazione per delinquere.