Home Cronaca Il Regno Unito esce dall’Europa. Cosa cambia per chi viaggia verso Londra

Il Regno Unito esce dall’Europa. Cosa cambia per chi viaggia verso Londra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:19

Brexit: dal 1 febbraio, formalmente il Regno Unito non farà più parte dell’area di libera circolazione di persone e merci. Cosa cambia per chi viaggia.

Il sogno di molti britannici, ma non di tutti, finalmente è realtà. Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì a larga maggioranza l’accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione.  I voti favorevoli sono stati 621, i contrari 49 e gli astenuti 13. Il 31 gennaio il Regno Unito uscirà dall’Unione europea. Gli eurodeputati intonano il “Valzer delle candele”, canto scozzese usato tradizionalmente per i congedi. Cosa cambia ora per chi viaggia verso Londra? Le novità più importanti da conoscere assolutamente.

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La Gran Bretagna lascia l’Europa e dal 1 febbraio cambiano molte cose per chi viaggia verso Londra.

Passaporto: Uk non ha mai fatto parte della Convenzione di Schengen e dunque era sempre necessario il controllo di documenti di identità in partenza e in arrivo. Fino a oggi anche la Carta di Identità era accettata. Per il 2020 la Carta di Identità varrà ancora. Dal 2021, invece, per entrare in UK, a qualsiasi titolo, occorrerà avere un passaporto.

Visto: fino al 31 gennaio è possibile trasferirsi in UK per sempre o fermarsi e per tutto il tempo desiderato senza bisogno di alcun documento. Dal 1 Febbraio il Regno Unito diventerà un paese straniero a tutti gli effetti. Trasferirsi a Londra, per periodi superiori ai 3 o 6 mesi, sarà lo stesso che trasferirsi a New York. Sarà dunque necessario un visto, per vivere e lavorare nel paese.

Vacanze: milioni di italiani ogni anno visitano Londra, per vacanze o solo nei weekend. Dal 2021 occorrerà un visto turistico. Ma saranno visti facilitati e si otterranno on line come accade oggi per molti paesi stranieri.

Shopping: tutti i grandi magazzini inglesi, le boutique di prestigio e i negozi medio-grandi consentono ai cittadini europei di pagare in Euro, sia con contanti che con bancomat/carte di credito. L’Inghilterra fa parte della Ue ma ha mantenuto la sterlina. In molti posti turistici erano ammesse entrambe le valute. Dal 1 febbraio questo non sarà più possibile. Saranno accettate solo le sterline.

Studenti: ogni anno migliaia di studenti, anche minorenni, vengono mandati, per brevi periodi, dalle famiglie in Inghilterra a studiare inglese. Occorrerà anche per loro un documento d’ingresso, ma non sono previsti particolari inasprimenti o difficoltà rispetto al passato.

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Erasmus: il programma di scambio universitario tra i paesi membri dell’Unione Europea subirà delle modifiche. Potrebbe anche essere del tutto abolito, ma il Governo ha garantito che terrà in piedi un qualche sistema di scambi tra università.

Frontiera: dal 2021 tornerà una frontiera tra l’Inghilterra e l’Unione Europea. Essendo un’isola, già oggi il paese è separato dal resto del continente. Ci vorrà però un confine fisico vero e proprio tra l’Irlanda del Nord, che appartiene a UK, e la Repubblica d’Irlanda, stato membro della Ue.

TGV: il treno veloce francese TGV collega Parigi e Londra in 2 ore. Passa sotto il canale della Manica attraversando l’Eurotunnel. E’ l’unico collegamento terrestre e diretto tra l Gran Bretagna e l’Europa. Dal 1 febbraio anche il pendolino dovrà effettuare controlli di frontiera e passare una dogana all’arrivo a Londra e a Parigi, come in un qualsiasi aeroporto.

Merci: il Regno Unito è un grande importatore totale. Compra tantissimi beni dall’Europa, e tantissimo Made in Italy, ma vende poco all’estero. Cibo, abbigliamento, arredamenti, macchinari e veicoli europei, dal 1 febbraio dovranno passare una dogana e potrebbero dover anche pagare dazi. E’ uno degli argomenti più spinosi della trattativa commerciale tra Uk e Ue.

Immigrazione: non ci saranno limiti all’immigrazione legale, ma solo se avranno un lavoro pagato più di 30mila sterline l’anno dal datore di lavoro. La misura serve a limitare l’ingresso di manodopera non specializzata e favorire l’ingresso di lavoratori stranieri qualificati.