Elezioni Regionali una settimana dopo: Pd su, Salvini giù? Forse

Ad una settimana dal voto regionale in Emilia Romagna e Calabria, si fanno i conti politici dei vincitori e degli sconfitti. Ma c’è davvero chi ha vinto?

I Governatori di Emilia Romagna e Calabria: Bonaccini e Santelli

Si è spenta l’eco mediatica delle elezioni regionali di domenica scorsa in Emilia Romagna e Calabria che hanno visto le vittorie di Stefano Bonaccini e Jole Santelli. Ma non si è spenta l’analisi di un voto che poteva cambiare radicalmente la mappa politica in Italia e che invece, se possibile, ha aumentato i dubbi su chi realmente ha vinto o perso, in proiezione futura, si intende. Intanto la questione Salvini. Come segnalato anche da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, i risultati di domenica hanno causato una doppia difficoltà per Salvini, con la sconfitta in Emilia-Romagna e la prova non esaltante, ma solo in termini di voto di lista, in Calabria. Al contrario una vittoria, con numeri non sperati, per Stefano Bonaccini e il Partito democratico. Di solito dopo le elezioni si fa a corsa per chi riesce a saltare sul carro dei vincitori. E questa settimana c’è stato il banco di prova. E si è scoperto che la ‘moda’ c’è stata ma in misura molto parziale.

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La situazione dei partiti dopo le elezioni regionali. I sondaggi

La Lega segnala una sostanziale stabilità e si attesta oggi a una stima del 32%, in crescita di mezzo punto sull’ultima rilevazione, perfettamente in linea con il dato di fine novembre. Perde solo rispetto alle Europee, dunque non si registrano contraccolpi postelettorali. Occorre tener presente che, pur sconfitta nella gara per la presidenza della Regione Emilia-Romagna, la Lega ha ottenuto risultati assolutamente rilevanti, guadagnando quasi 200.000 voti rispetto alle Politiche. Si consolida quindi la sua posizione di primo partito del Paese. Il Pd ottiene un risultato positivo, attestandosi al 20,3%, due punti in più rispetto alle ultime rilevazioni. In questa escalation conta di sicuro il risultato dell’Emilia e il suo essere stato in grado di fermare l’avanzata leghista, ma ancora di più probabilmente contano le difficoltà del M5S. Movimento in profonda crisi. Oggi le stime lo collocano al 14%, il punto più basso dalle elezioni del 2013. E una formazione che non ha più una propria collocazione nel panorama nazionale e senza una leadership riconosciuta. Fratelli d’Italia, che in Calabria ha ottenuto il 10,9%, accentua in questo sondaggio la
propria capacità di attirare le folle: le stime del Corriere collocano questa formazione al 12%, con una crescita di quasi due punti sull’ultima rilevazione. La forza evidente della sua leadership e la sua capacità di intercettare malumori di parte dell’area di centrodestra danno ragione di questa avanzata.

Tra le altre formazioni politiche, Forza Italia continua a mantenere il proprio livello di consensi intorno a poco più del 6%, qualcosa in meno rispetto all’ultima rilevazione, ma in linea con i dati precedenti. Italia viva perde quasi un punto rispetto al dato di dicembre, anche perché la visibilità di Renzi è stata in parte oscurata dalle consultazioni regionali cui questa formazione non ha partecipato. E poi ci sono le stime sul Governo, al presidente del Consiglio, ai principali leader politici. Per loro una sostanziale stabilità. L’apprezzamento del governo fa registrare un indice del 45 (la percentuale dei voti positivi esclusi i «non sa»), esattamente lo stesso dato registrato subito dopo la nascita del Conte II. Il presidente del Consiglio si attesta su un indice del 50, in ripresa rispetto alle ultime rilevazioni e vicino al dati registrati nei primi mesi di governo. Giuseppe Conte si conferma il politico più apprezzato. Seguono Salvini e Meloni affiancati.