New Delhi. Scontri per la cittadinanza, i musulmani non ci stanno: 24 morti

A Nuova Delhi le peggiori violenze settarie da decenni, scatenate dalla nuova legge sulla cittadinanza accusata di discriminare i cittadini di fede islamica. 24 morti e centinaia di feriti.

Scontri e violenze come non se ne vedevano da anni in India. Una convivenza etnica messa a rischio. Tutta colpa di una controversa legge sulla cittadinanza indiana. E’ di 24 morti, oltre 140 feriti e di incalcolabili danni a case e negozi, il bilancio dei tre giorni di violenze scoppiate a New Delhi tra chi sostiene e chi si oppone alla legge sulla cittadinanza voluta dal premier Narendra Modi. La città è ormai un infernoera un inferno, con fumo e fiamme dalle case che bruciano, negozi saccheggiati e distrutti, copie del Corano fatte a brandelli lungo le strade, moschee devastate. Tutt’attorno, l’assedio di gruppi di indù che chiedevano a chiunque passasse di dichiararsi induista o musulmano.

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E dopo un’udienza straordinaria con un magistrato dell’Alta Corte, le autorità sono riusciti a fare intervenire gli agenti di polizia che hanno creato un corridoio di sicurezza, permettendo a cinquanta feriti gravi, imprigionati in uno dei quartieri rimasti senza luce, di essere trasferiti in ospedale. Le violenze hanno fatto ripiombare alcuni quartieri a nord est della capitale indiana nelle atmosfere del 1984, quando, con assalti organizzati contro i sikh, vennero uccise migliaia di persone. Oggi a Chand Bagh, Bajapura, Gokalpuri, Khajuri Khas, Maujpur, Jyoti Nagar, zone in cui fino a pochi giorni fa convivevano musulmani e indù, la tensione è calata e ci sono stati solo alcuni sporadici scontri, mentre il governatore Kejriwal girava nei quartieri e incontrava i feriti negli ospedali.

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Per due giorni il premier Modi, impegnato con la visita del presidente Trump non ha parlato delle violenze, fino a quando con un tweet, ha invitato “le sorelle e i fratelli di Delhi a mantenere la pace e la fratellanza”. Ma l’Alta Corte ha ordinato alla polizia di incriminare Kapil Mishra, l’ex parlamentare del Bjp, stesso partito del premier, che da vari giorni incitava alla vendetta fai-da-te nei confronti delle manifestazioni contro la legge sulla cittadinanza, istigando alla violenza,  e con ripetuti appelli. E il governatore ha chiesto di imporre il coprifuoco.