Total Lockdown: chiuso tutto! Proprio come in guerra. Cosa succede da domani

Il Total Lockdown è una richiesta che di solito si attua in paesi che affrontano gravi fatti terroristici, guerre e altre situazioni di grave pericolo per l’incolumità delle persone. Ed è quello che avevano chiesto il governatore della Regione Lombardia Fontana, quello del veneto Zaia, del Piemonte Cirio, e la maggior parte dei sindaci dei grandi comuni della Lombardia.

L’Oms lo ha annunciato: “Il coronavirus ormai è una pandemia”. E il drammatico contagio si è spostato dalla Cina all’Europa. L’Italia è il focolaio come fu la provincia dell’Hubei in Asia. E nello specifico la Lombardia è la regione più colpita, la Wuhan italiana, e non si riesce a fermare il propagarsi del Covid-19. Oggi i governatori delle regioni maggiormente colpite dal coronavirus hanno chiesto il Total Lokdown, il tutto chiuso che di solito si usa in caso di guerra, o di atti terroristici o, appunto, gravi pandemie o calamità naturali.

Alle 21.40 è tornato a parlare il premier Conte: “Al primo posto c’è e ci sarà sempre la salute degli italiani, solo pochi giorni fa vi ho chiesto di restare a casa e avete risposto in modo straordinario”. Questo è il momento di fare un passo in più: chiudiamo tutto!”

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I dati di oggi 11 marzo

Sono 10.590 i malati complessivi di Covid19, quelli ricoverati con sintomi 5.838  e 3.724 sono in isolamento domiciliare, mentre i guariti sono in tutto 1045, dei quali 41 oggi. Nel bollettino quotidiano il commissario per l’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, ha poi precisato che il numero di malati è aumentato di 2.076 unità rispetto a ieri, mentre il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 12.462. Le vittime sono complessivamente 827: rispetto a ieri sono 196 in più.

Il governatore lombardo Attilio Fontana ha formalizzato oggi al governo le seguenti richieste: 1) chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità; 2) chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei reparti di vendita di beni non di prima necessità.

Aperte le farmacie, le parafarmacie e le rivendite di generi alimentari e di prima necessità. 3) Chiusi bar, pub, ristoranti di ogni genere, attività artigianali di servizio (es. parrucchieri, estetisti, ecc..) ad eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza. 4) Chiusi anche gli alberghi e ogni altra attività destinata alla ricezione (es. ostelli, agriturismi, ecc..) ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di servizio pubblico. 5) Chiusi tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità e al corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti. Il governatore veneto, Zaia e quello piemontese, Cirio, si sono accodati alla richiesta di Fontana.