Coronavirus, anche la Gran Bretagna corre ai ripari: stop ai viaggi

La Gran Bretagna corre ai ripari dopo l’aumento esponenziale di casi di coronavirus. Il Foreign Office raccomanda da oggi a tutti i cittadini britannici di evitare qualunque viaggio all’estero, se non per ragioni essenziali. L’indicazione vale per 30 giorni, ma è prorogabile

johnson gran bretagna

L’aumento esponenziale dei casi di coronavirus registrato negli ultimi giorni ha imposto anche alla Gran Bretagna un deciso intervento. Il Foreign Office raccomanda da oggi “a tutti i cittadini britannici di evitare qualunque viaggio all’estero, se non per ragioni essenziali, a causa della pandemia”. “L’indicazione – come sottolineato alla Camera dei Comuni dal ministro degli Esteri, Dominic Raab – vale per 30 giorni, ma è prorogabile”.

Le sue parole seguono quelle del premier Boris Johnson che, durante una conferenza stampa, aveva indicato una svolta rispetto alla sua linea e raccomandando lo stop di tutti i viaggi non necessari. “Lavoro da casa “per chiunque possa” e rinuncia a contatti sociali pubblici. Da ora dovete evitare pub, teatri, club e altri luoghi di ritrovo”.

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coronavirus caso positivo

Le scuole restano aperte ma non è escluso un provvedimento immediato

Dalle parole di Johnson non emerge ancora un bando generalizzato degli eventi pubblici. Il premier tuttavia sottolinea che da oggi in avanti il governo “non sostiene più” lo svolgimento di manifestazioni collettive e raccomanda di evitare ogni “contatto sociale non essenziale”. Spiega quindi che “la curva di crescita” della diffusione del virus si sta “avvicinando” al picco e che “senza misure drastiche” i contagi potrebbero raddoppiare ogni 5-6 giorni. Le nuove indicazioni essenziali, oltre al distanziamento sociale e all’invito al lavoro da casa ovunque possibile, prevedono l’estensione dell’auto-isolamento in quarantena a domicilio da una settimana a due per chiunque abbia febbre o tosse persistente e anche a chiunque viva con persone che manifestino tali sintomi. Il consigliere scientifico di Downing Street, Patrick Vallance, ipotizza per il prossimo futuro come necessaria anche la chiusura di un certo numero di scuole (per ora non annunciata).

Il chief medical officer Chris Whitty avverte che non bisogna illudersi sulla durata delle misure precauzionali. Se necessarie, le misure saranno prolungate, sulla falsariga di quanto sta avvenendo in altri paesi europei. “Non due settimane – ha aggiunto – ma un tempo prolungato. Bisogna agire con la massima responsabilità per evitare che la situazione possa aggravarsi”.

Le autorità sanitarie britanniche, intanto, hanno reso noto l’ultimo bilancio della diffusione del contagio da coronavirus. Stando ai numeri aggiornati a ieri, i casi confermati erano 1.543, con 44.105 persone sottoposte a test. I decessi, non confermati dalle autorità sanitarie ma riportati dai media, sono 36.