Home Cronaca Brutto risveglio tra Marche e Umbria: terremoto tra i Monti Sibillini

Brutto risveglio tra Marche e Umbria: terremoto tra i Monti Sibillini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:43
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Un sisma di 3.3 gradi di magnitudo è stato avvertito sia in Umbra che nelle Marche. Si tratta del terzo assestamento in poche ore dopo quelli che ieri hanno colpito il Sannio e la Calabria.

L’epicentro del sisma registrato questa mattina alle 5.49, 3.3 gradi di magnitudo

Nessun danno, ma apprensione

La terra trema ancora in Italia: tre scosse distinte a distanza di poche ore l’una dall’altra hanno creato apprensione in tre zone diverse del nostro paese. L’ultima in ordine di tempo è stata quella registrata all’altezza del Monte Cavallo, a ridosso del Parco dei Monti Sibillini, non lontano da Camerino. Una zona che purtroppo, soprattutto immediatamente dopo il disastroso terremoto in Umbria del 1997, aveva riservato altri assestamenti sia lo scorso anno che nel 2017.

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I dati tecnici

La scossa registrata dai sismografi è stata di magnitudo pari a 3.3 gradi della scala Richter ed stata segnalata a poco più di nove chilometri di profondità, e dunque parecchio in superficie, alle 5.49 di questa mattina: il sisma è stato avvertito abbastanza nitidamente in tutta la provincia ma non avrebbe prodotto alcun danno, se non un po’ di spavento. Il sisma sarebbe stato avvertito sia a Camerino, e sulla sponda marchigiana dell’appennino ma anche da Spoleto fino a Perugia, sul versante umbro.

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La costa dei Monti Sibillini, al confine tra Marche e Umbria

Le scosse di ieri

Un assestamento decisamente più energico rispetto a quello registrato ieri sera prima in provincia di Benevento e poi in Calabria. Molta apprensione soprattutto nel Sannio dove la terra ha tremato per il secondo giorno consecutivo. Il sisma, poco dopo le 20.15, ha registrato una magnitudo di 2.2 gradi e ha avuto come epicentro la zona di Ceppaloni. L’intensità non è stata particolarmente rilevante ma la popolazione è scesa ugualmente in strada. Erano trascorse poco meno di 24 ore dalla scossa che era stata registrata nella serata di mercoledì, di magnitudo 2.1, tra Montesarchio e San Giorgio del Sannio.

La seconda scossa di ieri, 2.3 di magnitudo, è stata invece registrata pochi chilometri a ovest di Palermiti in provincia di Catanzaro ed è probabilmente connessa allo sciame sismico del Sannio anche se è stata segnalata solo dai sismografi a una notevolissima profondità.