Conte chiude aziende non strategiche. “Rallenterà il motore produttivo”

Come era immaginabile, il premier Conte ha chiuso tutte le aziende che non siano strategiche. Stretta ulteriore, ma in gioco c’è il più importante dei beni: la vita.

“E’ la crisi più difficile che il paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. la morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova”. Con queste parole il presidente del Consigliuo Giuseppe Conte ha aperto l’intervento in diretta con cui ha annunciato una ulteriore stretta al lockdown.
Sono misure severe, ne sono consapevole, ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo così riusciamo a tutelare noi stessi” aggiunge Conte. Sono misure “che richiederanno tempo per far vedere i loro effetti”.

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Con un discorso breve ed intenso, ritardato di oltre mezz’ora, il premier Cinte ha dunque ufficializzato ciò che si immaginava: “Oggi abbiamo deciso di compiere un altro passo. Chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia essenziale. Abbiamo lavorato tutto il pomeriggio per individuare le filiere indispensabili” ha detto Conte. Resteranno aperti i supermercati, gli alimentari e i negozi di beni di prima necessità. Non c’è bisogno di correre a fare acquisti. Aperte le farmacie, le poste. Trasporti in funzione. Al di fuori delle attività delle attività essenziali solo lo smart working” ha aggiunto. “Restano aperte solo le attività produttive indispensabili al bene del paese. Rallentiamo il motore produttivo del paese, non lo fermiamo. E’ una decisione necessaria per contenere la diffusione dell’epidemia”.

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Emergenza economica

Significativo anche il passaggio sugli effetti economici di questa pandemia: “L’emergenza sanitaria sta trasformandosi anche in emergenza economica. Ma lo stato c’è, il governo è qui. Metteremo in campo provvedimenti che ci permetteranno di ripartire. Mai come ora la nostra comunità deve stringersi, come una catena, in difesa della vita. Se un solo anello dovesse cedere, sarebbe la fine. I sacrifici di oggi ci permetteranno di tornare a vivere domani, a riprendere il lavoro, ad abbracciare amici, parenti. Lo facciamo per il bene dell’Italia, per amore dell’Italia. Non perderemo la speranza per il futuro. Uniti ce la faremo ha concluso il premier. Le nuove misure restrittive sono valide, a quanto si apprende, fino al 3 aprile.