Stampare denaro e distribuirlo a tutti: l’Helicopter Money ci salverà dal Coronavirus?

Ogni recessione è diversa da quella che l’ha preceduta, e la caratteristica distintiva di questa crisi economica data dall’emergenza coronavirus è la stasi della politica. I governi e le banche centrali stanno lottando duramente per proteggere le imprese dagli effetti dell’epidemia, ma forse è il momento di affidarsi all’Helicopter Money.

coronavirus helicopter money
foto di Dolgachov/Dreamstime, via Financial Times

La pandemia di coronavirus che sta devastando vite e mezzi di sussistenza in tutto il mondo sta mietendo anche una vittima più sottile: il panorama delle politiche economiche, che barcolla tra un clima di incertezza e diffidenza e che assiste imperterrito al crollo delle borse internazionali.

Non solo lo stile di vita dei cittadini dovrà cambiare, allora, ma anche le teorie economiche dovranno subire un radicale cambiamento per via di questa inaspettata situazione d’emergenza. Come viene riportato dal Financial Times, del resto, sono già in molti a vedere in quella dell'”Helicopter Money” – ovvero il trasferimento di pura liquidità nei conti correnti dei cittadini – una possibile soluzione alla catastrofe finanziaria di questo 2020.

I governi e le banche centrali stanno del resto cercando di arginare questo profondo rosso economico attraverso le agevolazioni fiscali, le riduzioni dei tassi e gli acquisti di obbligazioni, i prestiti e le sovvenzioni. Tuttavia, sembra non abbiano alcuna speranza di stimolare la domanda dei consumatori, quando gran parte della popolazione è costretta a rimanere in quarantena. La soluzione, allora, potrebbe proprio risiedere nell’applicazione di una politica espansiva.

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Helicopter Money: “stampare denaro e distribuirlo a tutti”

Per gli analisti e gli economisti, l’emergenza da Covid-19 è stata già identificata come qualcosa di anomalo, di “assolutamente diverso” rispetto alle precedenti crisi. Questo è quanto afferma Beatrice Weder di Mauro, professoressa di economia e presidente del Center for Economic Policy Research. “Le cose si stanno muovendo molto velocemente e così anche le menti”, spiega di Mauro, “tant’è che al momento, quelle idee politiche che un tempo erano limitate a discussioni puramente teoriche, stanno ora prendendo il centro della scena”.

Tra questi approcci senz’altro poco ortodossi appare anche la teoria dell’Helicopter Money,  ovvero, “stampare denaro e distribuirlo a tutti, senza vincoli“. Non è quindi un nome a caso, quello scelto per una tale misura: basta immaginarsi, del resto, un elicottero che sorvola una città e comincia a lanciare soldi e banconote, liberamente, a tutti. Ed è in effetti così che, metaforicamente parlando, funziona l’approccio.

Del resto, la migliore politica che gli economisti prenderebbero a riferimento in questo delicato momento dovrebbe senz’altro garantire che nessun cittadino perda il proprio lavoro o il proprio reddito a causa del virus. E l’Helicopter Money sarebbe in grado di scongiurare questa catastrofica possibilità.

Tuttavia, anche i sostenitori di questo approccio – una volta pressoché impensabile, ora uno dei più promettenti – riconoscono che si tratterà di una manovra costosa. “Dobbiamo essere disposti ad accettare disavanzi fiscali sulla scala del 2009”, afferma al Financial Times Adair Turner, ex capo dell’autorità per i servizi finanziari del Regno Unito.

Beatrice Weder di Mauro
Beatrice Weder di Mauro, professoressa di economia e presidente del Center for Economic Policy Research

Approccio già usato a Hong Kong

L’esperimento di questa misura economica ha già trovato applicazione all’interno dei confini asiatici. Come riporta sempre il Financial Times, a Hong Kong è stata infatti già messa in atto questa politica espansiva per cercare di combattere la gravosa recessione da coronavirus. Una scelta d’applicazione ponderata, soprattutto nel malaugurato caso che questa crisi possa risultare più pesante del previsto.

Da un punto di vista prettamente pratico, allora, per combattere la crisi sanitaria ed economica il governo della città ha provveduto ad accreditare circa 1.300 dollari americani a ogni cittadino maggiorenne. Anche Singapore, dal canto suo, ha previsto di accreditare dei piccoli pagamenti in contanti a tutti i cittadini che abbiano compiuto la maggiore età, sempre per combattere i consumi asfittici delle famiglie.

E negli Stati Uniti? Sempre secondo quanto riportato dal giornale americano, sembra si stia già facendo accenno ad un possibile invio di assegni a tutti gli americani. Questo, per lo meno, secondo quanto viene promosso dagli ex consulenti economici dei presidenti Barack Obama e George W. Bush, oltre che dal presidente Donald Trump e dal suo segretario del Tesoro Steven Mnuchin. Tale proposta, in effetti, sarebbe al momento al vaglio dei senatori, che l’hanno comunque inserita nella legge inerente le misure di stimolo in esame al Congresso.

hong kong - helicopter money
Afp, via Adnkronos

Possibile attuarlo in Europa? Il parere degli esperti italiani

Ma in Europa potrebbe essere possibile applicare questo genere di politica espansiva? Ad offrici un quadro sulle varie ipotetiche applicazioni sono intervenuti diversi analisti italiani, contattati direttamente dai giornalisti dell’Adnkronos.

Come osserva dunque Giuseppe Sersale, partner di Anthilia Capital Partners, “l’Helicopter money è una misura fiscale più che monetaria. Non vedrei Fed e Bce dare soldi direttamente ai consumatori, ma piuttosto indirettamente, facilitando la spesa pubblica”.  Secondo l’ipotesi di Sersale, allora, le banche “potrebbero cancellare parte del debito degli Stati nel loro bilancio e permettere così ai Governi di fare questa mossa”. Però, l’esperto specifica anche che l’helicopter money “prenderà piede, lo sta già facendo“, anche in Europa.

Secondo Francesco Daveri, economista dell’Università Bocconi, questa misura fiscale “devono farla i Governi, non le banche centrali. […] Sono i Governi a doverci mettere la faccia: bisogna evitare di snaturare il ruolo delle banche centrali, che non sono elette dai cittadini”. Inoltre, Daveri solleva anche un problema da non sottovalutare: “Se un anno decidiamo di distribuire 2mila euro a tutti, l’anno prossimo perché non dargliene 4mila?”. Si rischierebbe, in effetti, uno stato d’assuefazione per i consumi e i mercati, che potrebbe poi portare ad effetti collaterali.

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Per Carlo Altomonte, docente di Politiche economiche europee all’Università Bocconi, invece, la risposta è chiara: non si può attuare l’Helicopter Money con “l’attuale contesto di regole europee”. Tuttavia, si potrebbe provvedere a trovare delle misure alternative. “Estendere la cassa integrazione ordinaria e straordinaria a tutte le imprese significa che i lavoratori che stanno a casa avranno uno stipendio e quindi, dal punto di vista pratico, non si va molto lontano” dall’approccio del “lancio dei soldi dall’elicottero”.