La denuncia di Cirio: “Piemonte in difficoltà, ci servono nuovi mezzi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:41

Il governatore ha fatto notare la scarsa quantità di mascherine e respiratori. “Stiamo arrivando al livello di saturazione della terapia intensiva”, svela Cirio.

governatore cirio coronavirus

Emergono nuove complicazioni per le singole regioni, nella gestione dell’emergenza Coronavirus. Nei giorni scorsi abbiamo svelato le preoccupazioni del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che lamentava le pessime condizioni degli ospedali lombardi. Ma in precedenza anche il governatore della Sicilia Nello Musumeci aveva lamentato lo scarso apporto del Governo nazionale. Oggi è la volta di Alberto Cirio, governatore del Piemonte, il quale dai microfoni di Radio Uno Rai fa sapere che la sua regione sta vivendo giorni difficili nella gestione del Coronavirus negli ospedali.

Cirio invoca l’intervento del Governo nazionale per alleggerire il Piemonte dalla difficoltà che sta vivendo. “Abbiamo bisogno di un rapporto più diretto e più continuo con i flussi di approvvigionamento da Roma. Chiediamo un ordine di priorità nell’assegnazione alle Regioni, che dev’essere rapportato all’effettivo bisogno e all’effettivo utilizzo“. E i numeri resi noti da Cirio sono tutt’altro che incoraggianti. In Piemonte sono arrivate appena 97.950 mascherine, la maggior parte ffp2 e solo 1.800 ffp3 e 556 mila mascherine chirurgiche. Soltanto per il settore sociosanitario, come rivela il governatore, ne servirebbero 300mila alla settimana.

Leggi anche -> Coronavirus, Spagna in ginocchio: 5mila morti, 64mila contagi

Leggi anche -> Coronavirus, per la cura verranno prescritti farmaci anti-HIV

L’ospedale Molinette di Torino è tra quelli più in difficoltà – meteoweek.com

Cirio svela la crisi del Piemonte

Proseguendo con la sua disamina dei dati, Cirio fa capire che anche sul fronte dei respiratori la situazione è critica. “Una macchina ventilatore che arriva a Torino – svela il governatore piemontese – dopo un’ora è attaccata a un paziente e lo tiene vivo, in altre realtà d’Italia è una prevenzione. Io credo che prima di prevenire sia importante curare e salvare le vite. Chiedo con forza che ad ogni richiesta fatta dalle regioni si affianchi sempre il flusso dei contagi e il tasso di saturazione tra letti di terapia intensiva e letti disponibili. Qualcosa inizia ad arrivare ma è ancora poco, c’è molta tensione“.

E la situazione negli ospedali, di conseguenza, continua a peggiorare di giorno in giorno. Cirio fa infatti sapere che il numero di posti, specialmente in terapia intensiva, sta diminuendo fino a raggiungere il ‘tutto esaurito’ a breve. “Stiamo arrivando al livello di saturazione della terapia intensiva, nonostante la Regione Piemonte abbia raddoppiato i posti letto. Se questa curva non si abbassa rischiamo davvero di non farcela, di qui il mio appello accorato a Roma di inviare ventilatori in base alle effettive urgenze e agli effettivi bisogno“.

Siamo passati da 287 agli attuali 510 utilizzando tutto le strutture che era possibile utilizzare, comprese le sale operatorie – conclude Alberto Cirio -. Se la curva dei contagi non si abbassa, rischiamo davvero di non farcela“.